Alatri. La minoranza chiede un consiglio straordinario sull’Ospedale

“Chiederemo nella giornata di oggi la convocazione straordinaria del Consiglio comunale con un solo punto all’ordine del giorno, e cioè la questione della sanità e dell’ospedale. In particolare chiederemo la verifica dello stato si attuazione dell’Atto aziendale e l’istituzione di una commissione consiliare di indagine che ponga alla Regione, per conto dei cittadini di Alatri, tutte le domande rimaste finora inevase o che hanno avuto risposte lacunose, quando non del tutto false”. La firma della richiesta arriva da Enrico Pavia, Tarcisio Tarquini, Roberto Addesse, Nazzareno Costantini. “Si tratta – scrivono – di partire dalla verità dei conti della sanità provinciale, esposti in modo analitico per determinare le vere ragioni del “fallimento” che stiamo pagando tutti senza riceverne alcun miglioramento. Lo smantellamento silenzioso dell’ospedale di Alatri continua ad essere camuffato con promesse di rilancio che nessuno ha avuto ancora modo di constatare. Il lungo elenco degli impegni solennemente assunti dalla Regione (e avallati dall’amministrazione comunale) con il comitato di difesa del San Benedetto e i responsabili sanitari dell’Ospedale sono restati, in gran parte e per la parte sostanziale, lettera morta. L’istituzione di servizi decantati come premessa della rinascita, come la casa della maternità, si sono rivelati un flop che richiederebbe puntuali rendiconti sul come si spendano le risorse disponibili.
È necessaria una grande operazione di verità, che parta dagli atti deliberati e da lì definisca impegni ufficiali, non quelli sbandierati nella logica di concessioni parapolitiche, contraddetti dai fatti.
La sanità, dunque, al primo punto del Consiglio comunale perché al primo punto delle preoccupazioni e delle emergenze della città. Riteniamo che tutti i consiglieri debbano dire la loro e che le risoluzioni assunte in una sede ufficiale e rappresentativa daranno forza alla battaglia per una sanità presente, vicina ai cittadini, che esalti le competenze e il lavoro degli operatori e non lo avvilisca come avviene oggi”.

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