Alatri. Le proposte di Tarquini per il mercatino dell’usato

Il consigliere comunale di Alatri in Comune Tarcisio Tarquini interviene sul tema dei mercatini dell’usato. Ecco il suo pensiero espresso in un comunicato: “Qualcuno ha cominciato a notarlo, manca da un po’ di tempo il mercatino dell’usato e dell’artigianato che, una o due domeniche al mese, era allestito nel centro storico, lungo viale duca d’Aosta, per l’iniziativa di alcune persone e su concessione del comune.
Mi è stato riferito che si è in attesa di un bando di gara dell’amministrazione per l’affidamento dell’incarico di organizzarlo: lo trovo giusto, soprattutto se la decisione sarà rapida (perché la stagione dei mercatini è alle porte) e animata dall’ambizione di realizzare un progetto adeguato all’importanza del nostro centro storico, che deve sempre più caratterizzarsi con eventi non solo di spessore ma anche contrassegnati da una marcata identità e originalità.
Sollecito, dunque, l’emissione del bando di gara e, nello stesso tempo, ribadisco alcuni concetti, sperando che siano intesi come contributo e dunque non respinti al mittente (spesso avviene così, a prescindere) solo perché chi li avanza non è persona del clan.
La prima proposta: l’ubicazione del mercatino dovrà essere diffusa nel centro storico (quindi anche viale duca d’Aosta e Piazza Santa Maria Maggiore, ma non solo), il suo centro potrebbe essere piazzetta Pietrobono (ex mercato coperto), con l’effetto di indirizzare qualche flusso di visitatori anche in quella zona, altrimenti destinata a restare ancora, e ingiustificatamente, marginale.
La seconda, è che la qualità delle bancarelle dovrà essere elevata, per prodotti offerti: penso – perché è il settore che conosco meglio – alle bancarelle dei libri, oggi (tranne eccezioni,che di tanto in tanto si verificano) vicine più a un improvvisato smercio di fondi di cantina che a un’offerta per bibliofili o anche lettori in cerca di qualche rarità. E questo vale anche per il resto. Nel bando deve essere previsto uno standard di qualità, una sorta di “marchio mercatino città di Alatri” che garantisca sul livello alto delle proposte e spinga gli appassionati – sono tanti – a venirci.
La terza è la specializzazione. Il nostro mercatino dovrà caratterizzarsi rispetto a tutti gli altri, anche se dovrà restare aperto a tutti coloro che hanno prodotti artigianali da presentare e offrire, fino a diventare una “location” capace di attirare operatori per il prestigio che la partecipazione assicura.
La quarta consiste in una raccomandazione valida per tutte le attività da sviluppare in città, e cioè la loro integrazione con chi in città già opera. È la condizione per la crescita e il consolidamento di un tessuto e di un ambiente in cui tutti possano trovarsi, trovandone vantaggio.
Ci sono esempi di successo, in varie parti d’Italia a cui ispirarci. Facciamolo, senza rinchiuderci in una stupida autosufficienza che non porta da nessuna parte.
La base da cui partire c’è già. Diversi operatori, di quelli abituali, hanno esperienza da mettere a nostra disposizione, sentiamoli.
L’amministrazione dovrebbe metterci del suo nel programmare, controllare, proporre. Non è questione di soldi e di investimenti, che pure si possono trovare. È questione di idee, di ambizione progettuale e di lavoro amministrativo, che spesso sono, purtroppo, la vera merce rara che scarseggia dalle nostre parti”.

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