Arrivano cinque licenziamenti al Consorzio Bonifica Valle del Liri

Mercoledì 15 marzo cessa il rapporto di lavoro dei cinque dipendenti assunti ad agosto dello scorso anno dal Consorzio di Bonifica Valle del Liri. Contestualmente viene ripristinato il monte ore originariamente previsto per gli altri trenta dipendenti in favore dei quali, sempre ad agosto, era stato deliberato il passaggio dal tempo parziale al tempo pieno. Il provvedimento di revoca, che determina la rescissione dei contratti, è apparso da subito inevitabile. Le assunzioni sono state deliberate nonostante il parere negativo della Regione Lazio per la evidente mancanza di una adeguata e strutturale provvista finanziaria a loro copertura, come rilevato anche dal Tar nella pronuncia di rigetto del ricorso presentato dal Consorzio che ha evidenziato la violazione dell’obbligo della copertura finanziaria. La inevitabilità della adozione della revoca ha ricevuto anche il conforto del parere legale pro-veritate, nell’equidistante interesse della verità, formulato da autorevoli giuslavoristi ai quali era stato sottoposto l’esame della fattispecie. L’instaurazione dei nuovi rapporti di lavoro decisi lo scorso anno, come anche l’estensione del monte ore a beneficio dei . . . dipendenti, ha esposto ed espone tuttora le casse consortili ad un insostenibile aggravio di spesa che, se non eliminato, comprometterebbe l’attività commissariale di riordino della struttura e di risanamento del bilancio. “Le assunzioni – spiega il commissario straordinario Raffaele Maria De Lipsis – appaiono come una chiara forzatura rispetto ad un quadro notorio di assenza delle condizioni di procedibilità per la palese impossibilità del consorzio di sostenere una nuova voce di spesa continuativa e ricorrente come nella fattispecie. Vivo con rammarico, dolore e profonda partecipazione emotiva l’aspetto umano di questa situazione. Non è mai facile, sebbene doveroso e cogente, assumere decisioni così fortemente invasive della sfera personale degli individui. Ai lavoratori esprimo solidarietà e vicinanza. Le assunzioni – chiarisce De Lipsis – non potevano e non dovevano essere deliberate. Gli amministratori in carica ad agosto erano pienamente consapevoli della illegittimità del provvedimento e che, adottandolo, avrebbero generato la illusorietà di una condizione lavorativa stabile che invece si presentava sin dal primo momento precaria, insostenibile e destinata ad infrangersi al primo sussulto di legalità”. Il commissario straordinario sta vagliando l’eventuale invio alle procure delle pratiche di assunzione. “L’auspicio è che coloro che hanno scritto questa pagina di cattiva amministrazione, prima ancora di rispondere ai magistrati, trovino la forza morale per incontrare i giovani e i padri famiglia illusi con contratti di assunzione ballerini, ingannevoli e illegittimi”.

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