Vacana: “Tutelare la Valle di Comino dalle centrali a biomasse”

“Non ci sono mezzi termini da usare: la Val di Comino va tutelata dalle speculazioni delle centrali a biomassa – a dichiararlo è il Presidente del consiglio provinciale con delega alla promozione del territorio Luigi Vacana – Anche nel nostro territorio è in atto una vera e propria corsa allo sfruttamento delle centrali a biomassa. Un incremento dettato sicuramente dagli incentivi di cui godono gli impianti adatti a produrre energia termica per il riscaldamento ed energia elettrica da immettere nella rete pubblica. Va chiarito il concetto di biomassa – prosegue Vacana – nel nostro Paese non esiste una definizione chiara ed inequivocabile. Troppi materiali, troppe provenienze diverse e troppi i campi di utilizzo, troppe anche le fonti legislative e istituzionali”. Nella definizione data dall’attuale legislazione italiana nella quale si dice: «Biomassa=..la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese pesca e acquacoltura, gli sfalci e potature provenienti dal verde pubblico e privato, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani». “Possiamo dire che in questa definizione si trovano troppi materiali che con ‘bio’ hanno davvero poco a che vedere – continua Vacana. Non è chiaro quale biomassa ci troveremo a gestire sui nostri territori”. Per la Val di Comino si è parlato della biomassa legnosa. Se da una parte c’è chi sostiene la bontà di questi impianti con il controllo delle emissioni, dall’altra parte ci sono i sostenitori della teoria che, ogni processo di combustione implica l’emissione di Cov (composti organici volatili), di diossine, di metalli pesanti che sono comunque contenuti nel legno e di particolato ultrasottile (nanopolveri), che sono la fonte di maggiori pericoli per gli esseri viventi, in quanto talmente piccoli da legarsi alle molecole, generando forme tumorali. “Non tiene per la nostra terra – prosegue Vacana – neppure l’idea secondo la quale queste centrali potrebbero far chiudere altre fonti ad emissione maggiore. Siamo ancora un’area incontaminata, con riconoscimenti Doc e Dop e Bio per i nostri prodotti tipici. Un territorio da tutelare e difendere in maniera decisa. Senza gli incentivi nessuno si azzarderebbe nella realizzazione di questi impianti con rendimenti praticamente nulli (al massimo 25%). E’ dunque una speculazione a danno del territorio – ha concluso Vacana – dove di sostenibile c’è solo una cosa: le ragioni dei cittadini e di tutte le istituzioni che si stanno opponendo”.

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