Frosinone. Pronto Soccorso dello Spaziani al collasso, appello della Uil

Carenza di personale e mancanza di spazi adeguati per ospitare tutti i pazienti. Il pronto soccorso del Fabrizio Spaziani di Frosinone continua ad annaspare, giornalmente, tra le gravi carenze strutturali a cui occorrerebbe immediatamente far fronte. È Paolo Pandolfi, segretario generale della Uil Fpl, a denunciare una situazione insostenibile che rischia di mandare al collasso il nosocomio del capoluogo: “Una struttura moderna – ha sottolineato Pandolfi – che non riesce a funzionare come dovrebbe per la carenza di personale medico e infermieristico il quale, pur facendo il massimo delle proprie possibilità, non è sufficiente a far fronte alla richiesta di assistenza che arriva dal territorio”. Il segretario della Uil Fpl snocciola alcuni numeri: “Dal 2008 ad oggi abbiamo perso circa 2000 dipendenti che sono andati in pensione senza essere sostituiti, mentre ci sono centinaia di persone che aspettano di essere stabilizzate. I cinque primari che Zingaretti ha deliberato di assumere non possono certamente bastare. La situazione è davvero molto grave e non si può fare finta di nulla. Qualche giorno fa mi sono recato personalmente in ospedale per constatare la situazione. Fuori dal corridoio del reparto di medicina c’erano diciotto pazienti parcheggiati sui letti che aspettavano di essere visitati (foto). Una situazione insostenibile a cui la politica dovrebbe provvedere”. Le soluzioni fino ad ora adottate non sono risultate molto efficaci: “I tentativi con gli ambulatori dei medici di base non sono stati risolutivi perché non avendo a disposizione le apparecchiature per fare indagini strumentali, i dottori rimandano i pazienti al pronto soccorso. Le case della salute potrebbero essere utilizzate meglio se fossero dotate di personale medico sufficiente. Per decongestionare il pronto soccorso l’unica strada, secondo noi, è quella di riaprire i punti di soccorso di Anagni e Ceccano. Nella struttura fabraterna Marrazzo investì dieci milioni di euro per renderla moderna ma la Polverini decise di chiuderla. Tornare a far funzionare questi due ospedale è vitale e la politica deve trovare il modo di riuscirci. Il nostro sindacato è pronto a sedersi al tavolo per discuterne”. Intanto i rappresentanti di categoria di Uil, Cgil e Cisl hanno convocato per il 23 Marzo gli stati generali della sanità pubblica del Lazio e successivamente verrà proclamato uno sciopero generale del comparto che, durante il commissariamento, ha perso oltre il 20% della forza lavoro, il 22% solo in provincia di Frosinone.

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