Frosinone. Intitolata a Bonaviri la casa della cultura

La casa della cultura di Frosinone è stata intitolata a Giuseppe Bonaviri, poeta e scrittore siciliano che trascorse gran parte della sua vita nel capoluogo, dove esercitò anche la professione di medico, conciliandola con l’attività letteraria. Bonaviri entrò, più volte, nella rosa dei candidati al premio Nobel per la letteratura, con grande lustro per tutto il territorio. L’iniziativa è stata fortemente voluta dal sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, e ha visto la presenza della figlia del Maestro Bonaviri, Giuseppina, e di Alfio Borghese, unitamente a numerosi cittadini e curiosi. La dottoressa Bonaviri, sottolineando l’intensa attività condotta dal centro studi che porta lo stesso nome del genio nato a Mineo ma frusinate d’adozione, ha spiegato l’importanza della presenza, nel capoluogo, di un centro culturale, come l’ex Mattatoio, a grande vocazione popolare. “La nostra intenzione – ha aggiunto la figlia del Maestro – è ripartire dai luoghi della memoria cari a mio padre, come la casa di via Casilina sud, da cui sono passati i maggiori poeti e intellettuali di tutto il mondo, come Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Massimo Troisi, Libero De Libero”. La dottoressa ha ricordato, inoltre, che l’Archivio di Giuseppe Bonaviri fa parte, dal 16 luglio 2010, degli Archivi di personalità dichiarati dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio di interesse storico particolarmente importante, parte integrante del patrimonio culturale della comunità nazionale. Il sindaco, Nicola Ottaviani, ha ribadito l’importanza di procedere alla valorizzazione dell’ex Mattatoio, anche attraverso l’intitolazione della struttura a Bonaviri, proprio nella data del 19 marzo, in cui si celebra san Giuseppe: “Volevamo unire il valore cristiano al valore laico della cultura. L’amministrazione ha riaperto, due anni fa, questa infrastruttura, con un piccolo investimento, senza spendere centinaia di migliaia di euro, come indicato in alcuni preventivi finanziari che bloccavano i lavori da troppo tempo. Non poteva certo rimanere chiusa, vista l’importanza che riveste per la città, come luogo di socializzazione e di fruizione culturale. La cultura deve essere accessibile a tutti: se è rivolta a pochi, è espressione di una nicchia e diventa sterile saccenza, improduttiva di un reale sviluppo collettivo. Viceversa, la cultura, se patrimonio condiviso, eleva la qualità della vita di una comunità intera. Noi – ha proseguito il sindaco, riferendosi alla storia umana di Bonaviri – promuoviamo un concetto ampio di ciociarità, che comprende sia coloro che hanno la fortuna di nascere qui, sia coloro che questa terra la amano, come Bonaviri, più volte in predicato di portare in Italia il Nobel per la letteratura. Quest’uomo ha dato tanto a tutto il Paese, e non solo al nostro territorio”. Il sindaco Ottaviani, infine, ha citato un aneddoto riguardante la passione poetica del Maestro, “alimentata dall’atmosfera magica che aleggiava intorno ad una pietra, detta della poesia, che si trovava presso Camuti, intorno alla quale si riunivano numerosi poeti provenienti da ogni parte della Sicilia, per gareggiare scrivendo e recitando versi: questa è la magia della cultura, che permette la nascita della poesia da una pietra. È una magia che si consolida e cresce, andando oltre la mera esistenza umana”.

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