Valle del Sacco, Coldiretti: “Stop agli allarmismi”

“La Valle del Sacco è probabilmente il territorio italiano più controllato dalle autorità sanitarie pubbliche. Basterebbe questo dato per rassicurare i cittadini sulla salubrità dei luoghi e dunque degli alimenti prodotti dalle aziende agricole e dagli allevamenti sopravvissuti alla decimazione seguita alla ufficializzazione dello stato di emergenza ambientale”. Il presidente della Coldiretti di Frosinone, Vinicio Savone, stigmatizza il ripetersi di allarmismi che rischiano di pregiudicare la riuscita del faticoso cammino intrapreso da agricoltori e allevatori della Valle del Sacco per tornare alla normalità e lasciarsi definitivamente alle spalle un’emergenza che, come certificato dagli esiti delle analisi eseguite dalle autorità sanitarie, è ormai abbondantemente superata. Carne, uova, latte e derivati provenienti da quel comprensorio sono assolutamente sicuri. La presenza delle sostanze tossiche e dei metalli che nel 2005 fecero esplodere il caso delle contaminazioni sono rientrati nei limiti dei parametri di legge e la sicurezza alimentare delle produzioni locali è certificata dagli esiti degli 800 accertamenti eseguiti negli ultimi tre anni con appena due positività. “Hanno dato esito negativo – ricorda Savone – anche i controlli che il presidio multizonale di prevenzione della Asl di Frosinone ha effettuato sugli alimenti in vendita presso le attività commerciali o somministrati dalle attività della ristorazione. Il nostro latte, proprio a seguito dello scoppio della emergenza ambientale, è oggi in assoluto il più controllato d’Italia, come i nostri formaggi, le carni, le uova. La filiera alimentare, dalla stalla alle tavole, è un modello di affidabilità e tracciabilità”. A confermare il superamento dello stato di inquinamento ambientale sono anche i riscontri incrociati delle analisi dei terreni per lungo tempo interdetti alla coltivazione di foraggio per l’alimentazione del bestiame. “Restano interdette in via precauzionale aree minimali adiacenti il fiume. Su quelle – rassicura il direttore della Coldiretti di Frosinone, Pietro Greco – nessuno coltiva. Il risanamento della Valle del Sacco è un dato di fatto. Prendiamo atto della ritrovata normalità di un sistema produttivo che ha pagato sulla propria pelle le conseguenze di una devastazione da altri causata”.

 

 

 

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