Anagni. Il sindaco ha intenzione di stralciare l’area industriale di località “Quattro Strade” dal PUCG

Il sindaco di Anagni Fausto Bassetta

 Alla Conferenza dei Servizi, che doveva tenersi ieri in Regione poi rinviata, il territorio di Anagni si è mostrato compatto nel ribadire la propria   contrarietà  al  rinnovo dell’autorizzazione sull’inceneritore di pneumatici.

Il parere dell’organo tecnico regionale, ARPA, ha rilevato che i dati tecnici dell’impianto presentati dal proponente non consentono di accertare se il quantitativo di pneumatici fuori uso che sarebbero inceneriti giornalmente rientri nel limite delle 3 tonnellate, e dunque se l’autorizzazione possa essere soggetta all’attuale procedura ordinaria, richiedendosi altrimenti l’avvio di una procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale. Prendiamo atto di tale rilievo tecnico, dichiara l’associazione Retuvasa che ci sembra del tutto giustificato, aprendo peraltro, eventualmente, a una procedura ben più rigorosa.

Va accolta con grande soddisfazione, oltre alla presenza delle autorità religiose del territorio, quella del sindaco di Anagni. Il Comune ha ribadito con grande determinazione il proprio parere negativo. Da sottolineare l’importante annuncio del primo cittadino circa l’intenzione di stralciare l’area industriale di località “Quattro Strade” dal PUCG; sebbene l’impatto di tale procedimento non sia scontato, indubbiamente per Retuvasa  ciò potrebbe preludere a un futuro con maggiori tutele ambientali e sanitarie per i residenti. Vogliamo però sia chiaro che il nostro apprezzamento, totale e senza riserve nella questione in oggetto per l’operato del sindaco, non significa in alcun modo un qualsiasi sconto su eventuali posizioni non congruenti dell’ente in relazione all’iter autorizzativo di altri impianti con importanti impatti ambientali nel territorio anagnino, benché sia difficile che qualcuno di essi possa reggere il confronto con l’inceneritore della Marangoni SpA.

Stupisce il fatto che la Provincia e la ASL non abbiano ancora espresso il proprio parere tecnico, senza alcuna motivazione. L’associazione ambientalista invita  dunque entrambi gli enti a considerare in tempi ragionevoli lo spessore delle ragioni tecniche ostative al rilascio dell’autorizzazione dell’inceneritore, destinando a tal fine adeguate risorse umane ed energie.

Il popolo di Anagni e della Valle del Sacco resta vigile e la mobilitazione continua e cresce. Appuntamento tra 30-60 giorni in Regione. Ma non solo.

 

 

Cinzia Cerroni