Crocifisso obbligatorio nelle scuole e uffici pubblici, da Anagni il primo semaforo verde alla proposta di legge della Lega

L’ Accademia Bonifaciana, appoggia pienamente la Lega di Salvini che ha intenzione di rendere obbligatoria l’esposizione del crocifisso in scuole, uffici pubblici, università, carceri, consolati, e persino nei porti, aperti o chiusi ai migranti che siano. E’ già stata depositata in parlamento la proposta di legge apposita, a firma della deputata del Carroccio ed ex Pdl Barbara Saltamartini. Il provvedimento prevede una multa fino a mille euro per chi non rispetta la disposizione, rifiutandosi o dimenticandosi di affiggere il crocifisso in un luogo pubblico. La proposta è in attesa di essere calendarizzata e discussa alla Camera e al Senato, e si intitola: “Disposizioni concernenti l’esposizione del Crocifisso nelle scuole e negli uffici delle pubbliche amministrazioni”. Nella relazione che accompagna la presentazione della legge, redatta da Saltamartini, si legge quanto segue: “Le ripetute polemiche relative alla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche, documentate dalla stampa e dai mezzi di comunicazione nazionali, hanno profondamente ferito il significato non solo religioso del Crocifisso, ma anche e soprattutto quale ‘simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente da una specifica confessione religiosa’, così come già aveva autorevolmente sostenuto il Consiglio di Stato, nel parere n. 63, espresso in data 27 aprile 1988″. “Risulterebbe inaccettabile per la storia e per la tradizione dei nostri popoli, se la decantata laicità della Costituzione repubblicana fosse malamente interpretata nel senso di introdurre un obbligo giacobino di rimozione del Crocifisso; esso, al contrario, rimane per migliaia di cittadini, famiglie e lavoratori il simbolo della storia condivisa da un intero popolo”. “Cancellare i simboli della nostra identità, collante indiscusso di una comunità, significa svuotare di significato i princìpi su cui si fonda la nostra società – ha detto il Rettore Presidente Comm. Dott. Sante De Angelis – rispettare le minoranze non vuole dire rinunciare, delegittimare o cambiare i simboli e i valori che sono parte integrante della nostra storia, della cultura e delle tradizioni del nostro Paese”. La Lega, insomma, sembra molto decisa a riportare in auge una vecchia battaglia del centrodestra: si tratterebbe di una norma dal forte impatto simbolico, volta a riaffermare, attraverso la religione, la necessità di una svolta “identitaria” del popolo italiano. Il messaggio che vuole lanciare Salvini ha molto a che fare anche con il tema dell’immigrazione: chiunque arrivi in Italia, per il ministro dell’Interno, deve rispettare tradizioni culturali, civili e religiose del nostro paese.

Cinzia Cerroni