E’ morto Lelio Orci, grande scienziato di San Giovanni Incarico (Fr)

Collaborò agli studi di James Rothman e Randy Shekman che li portò al Nobel nel 2013

Lelio Orci

E’ morto martedì sera (22 ottobre) a Ginevra il professor Lelio Orci, scienziato italiano a lungo Direttore del Dipartimento di Morfologia dell’Università di Ginevra, noto in tutto il mondo per le sue scoperte nel settore della biologia cellulare e in particolare del diabete. Dal 1984, la collaborazione tra Lelio Orci, James Rothman e Randy Sheckman negli studi sul cosiddetto “traffico delle vescicole” (uno dei principali sistemi di trasporto delle proteine all’interno delle cellule) ha portato gli stessi J. Rothman e R. Schekman ad ottenere nel 2013 il Premio Nobel per la Medicina, insieme a  Thomas C. Südhof.

Il professor Orci aveva 82 anni. Era nato nel 1937 a San Giovanni Incarico, in provincia di Frosinone. La sua famiglia viveva a Ceprano e lui ha frequentato la scuola media e il Liceo scientifico “G. Sulpicio” a Veroli (città che nel 2001 gli ha dato la cittadinanza onoraria). Nel 1964 si era laureato con lode in Medicina, all’Università “La Sapienza” di Roma. Due anni dopo, si era trasferito all’Università di Ginevra ottenendo la cattedra di Istologia ed Embriologia. Dal 1976 al 2002 è stato direttore del Dipartimento di Morfologia nella stessa università, da cui ha anche ricevuto la laurea «honoris causa».

Per le sue ricerche (in particolare, quelle pionieristiche sull’architettura e la funzione dei cosiddetti  “Isolotti di Langerhans”, aree del pancreas dove si produce l’insulina) gli è stata insignita l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, ed ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti in varie parti del mondo (ad esempio, il King Faisal International Prize for Medicine, considerato il “Nobel” del mondo arabo), lauree “honoris causa” in varie università (Padova, Lovanio, Montreal, ecc.), ed era membro – fra le altre – della prestigiosa National Academy of Sciences degli Stati Uniti, dell’Accademia Europea delle Scienze, dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia di Scienze mediche della Svizzera.

 

Cinzia Cerroni