FCA, Abbruzzese. Giovani ancora senza risposte, servono certezze sul piano industriale

Mario Abbruzzese consigliere regionale di Forza Italia del Lazio e presidente della commissione speciale riforme istituzionali, torna sul tema dei licenziamenti della FCA.  “I 532 giovani licenziati da FCA nonostante i numerosi appelli non hanno avuto nessuna risposta concreta sul proprio futuro. L’unica certezza, è che per il momento non varcheranno più la soglia dell’ingresso dello stabilimento “Cassino Plant” di Piedimonte San Germano. Per questo torno a chiedere al governo sia regionale che statale di mettere un secondo da parte la campagna elettorale e impegnarsi ad attivare un confronto serio con i vertici di FCA, al fine di riuscire a capire le reali strategie dell’azienda italo-americana sul sito produttivo in questione e mettere in campo le dovute azioni per tutelare i livelli occupazionali.”

“Stiamo parlando di 532 ragazzi che avevano riposto in questo tanto agognato posto di lavoro le loro speranze per il futuro. Più di cinquecento famiglie che avevano poggiato su questa entrata il proprio bilancio familiare e che ora si trovano, in alcuni casi, senza qualsiasi forma di sostentamento. Per carità, sapevano di aver firmato un contratto a tempo determinato ma i vertici FCA avevano illuso tutti con progetti di sviluppo ed incremento delle vendite, a parole, dando, quindi, un orizzonte più vasto a tutti i giovani interinali assunti in primavera. Ed è per questo che le istituzioni competenti devono pretendere dal Lingotti chiarezza sul progetto di sviluppo relativo allo stabilimento Cassino Plant. Perché se si annunciano e si creano posti di lavoro, questi non possono essere cancellati con un click al minimo calo delle vendite. Perché in sostanza questo è successo. Il taglio della produzione negli stabilimenti Fiat Chrysler di Mirafiori e Cassino è dovuto alle nuove regole che la Cina ha impostato per quanto riguarda l’acquisto di auto d’importazione. Le spedizioni cinesi di Giulia e Stelvio, che hanno preso il via questa primavera, sono diminuito in modo drastico dopo un inizio veloce. Insomma tradotto in termini da multinazionale: calo di vendite, taglio di produzione, personale a casa. Quindi spero vivamente che il governo ascolti almeno tutti i sindaci del Lazio Meridionale preoccupati dai possibili riflessi negativi sulla stabilita economico sociale del territorio, ed attivi un confronto con FCA per avere certezze sullo sviluppo del sito produttivo di Cassino Plant, che, doveva essere il fulcro del rilancio del marchio Alfa Romeo.”  Ha concluso Abbruzzese.