Frosinone. Le indicazioni del Ministero sugli interventi all’interno del bacino del Sacco

Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha emanato una circolare ad hoc riguardante gli interventi e le opere da realizzare nel sito di interesse nazionale “Bacino del fiume Sacco”, oggetto di procedimenti edilizi.

La circolare, prevista dalle linee guida del Sin “Bacino del fiume Sacco, risponde così all’esigenza di fornire indicazioni operative in ordine agli interventi e alle opere che possono essere realizzati nel sito di interesse nazionale del bacino del fiume Sacco. La perimetrazione di un Sin, infatti, determina un effetto conformativo della proprietà nonché conseguenze giuridiche per i proprietari delle aree in considerazione delle operazioni preliminari di caratterizzazione (cioè dell’insieme di attività che permettono di ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da ottenere informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili) e messa in sicurezza del sito.

Al fine di consentire al Ministero di esprimere le proprie valutazioni in ordine alla sussistenza di tali condizioni per interventi da realizzarsi in aree ricomprese nel perimetro del Sin, è necessario che siano fornite informazioni sullo stato di qualità delle matrici ambientali interessate dalla realizzazione dell’opera: suolo, sottosuolo, ed acque sotterranee. In tal caso, la procedura differisce qualora l’area oggetto dell’intervento sia stata già caratterizzata oppure no, qualora sul sito sia già in essere una messa in sicurezza operativa o siano previste attività di scavo. Nei Sin il Ministero esprime le proprie valutazioni; al fine di avviare il procedimento di competenza ministeriale, la relativa istanza deve essere indirizzata, oltre che al Ministero stesso (direzione generale per la salvaguardia del territorio e delle acque – divisione III bonifiche e risanamento), all’Ispra, all’Iss, all’Inail, all’Arpa e alla Asl, completa di documentazione tecnica. Infine, si ritiene che non siano soggette alla valutazione preventiva del Ministero le attività che non interferiscano, neppure potenzialmente, con le matrici ambientali (suolo, sottosuolo, acque di falda) e non determinino rischi per la salute dei lavoratori e per i fruitori dell’area. In tali casi, si ritiene opportuno che l’amministrazione procedente, in sede di formazione del titolo edilizio, chieda al proponente apposita autocertificazione o asseverazione non soggetta a valutazione preliminare da parte del Ministero. Il testo integrale della circolare è consultabile sul sito www.comune.frosinone.it oppure facendone richiesta all’indirizzo marco.spaziani@comune.frosinone.it.

Cinzia Cerroni