Frosinone. Turriziani (Unindustria):”I comuni si alleino, siamo troppo piccoli per essere competitivi”

Siamo troppo piccoli per essere competitivi. Parte da questo presupposto incontrovertibile il progetto “Unione dei Comuni per un nuovo capoluogo” lanciato ormai da diversi mesi da Unindustria. La conferma è giunta proprio in questi giorni dall’Istat, che ha certificato come la popolazione di Frosinone sia scesa ulteriormente, addirittura sotto quota 46mila abitanti. Consci pertanto di una realtà che purtroppo continua ad essere confermata e che vede il territorio della provincia di Frosinone perdere appeal, il Presidente di Unindustria Frosinone, Giovanni Turriziani, torna a sollecitare i sindaci degli otto comuni interessati inizialmente al progetto affinché ci si possa unire per recuperare competitività.
“Tentare la strada dell’unione – ribadisce Turriziani – costituisce un esercizio di responsabilità territoriale che ha il merito di partire dalle potenzialità reali dell’economia e della società dei Comuni coinvolti, metterle a sistema per crescere insieme, indipendentemente dai “gusci istituzionali” esistenti. Questa riteniamo sia ormai l’unica strada percorribile per cercare porre un freno ad ulteriori ridimensionamenti e cercare di recuperare competitività.
L’Unione dei Comuni del Frusinate si presenta, quindi, con una forte capacità di svolgere e gestire in modo coordinato funzioni e servizi in molteplici settori e iniziative di animazione e promozione economica, sociale e ambientale. Oltre ad una significativa semplificazione nella gestione dei servizi, l’Unione del Frusinate garantisce anche notevoli economie di scala, un miglioramento delle prestazioni (efficacia, efficienza e trasparenza), risparmio per i cittadini. Il tutto assumendo un maggiore peso politico complessivo. In questo senso l’Unione rientra nelle soluzioni che rendono la Pubblica Amministrazione più flessibile e capace anche nel contesto internazionale (pre-condizionalità per l’accesso ai fondi 2020 e post). Grazie all’Unione, inoltre, tra i vantaggi economici per gli Enti locali nei primi cinque anni dalla fusione non si applicano i vincoli di legge per l’assunzione di personale mediate contratti a tempo determinato e c’è inoltre la possibilità di assumere personale a tempo indeterminato nel limite del cento per cento della spesa relativa al personale di ruolo cessato dal servizio nell’anno precedente
Pertanto quello che si vuole affrontare non è un problema di perimetri, ma di efficienze e di visione perché è necessario innovare ed immaginare nuove dimensioni accanto alle storiche vocazioni che ciascun Comune manterrà. Unindustria è pertanto convinta che valore aggiunto e qualità della vita siano strettamente in correlazione per la creazione di un territorio dinamico e attrattivo in cui lavorare ed in cui vivere. L’Unione dei Comuni rappresenta l’accesso diretto all’Europa: risorse specificatamente erogate per le Unioni; Accesso al Piano Jucker nella prospettiva 2020, Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), Fondi per la Garanzia Giovani (YEI) , cofinanziamento nazionale (PON) e regionali (POR); significa una migliore pianificazione territoriale; il miglioramento del livello complessivo di offerta di servizi da parte dei comuni coinvolti , sia in termini di ampliamento della gamma degli stessi sia in termini di un’aumentata capacità di soddisfazione della domanda potenziale nonché di specializzazione del personale Riteniamo, pertanto – conclude Turriziani – non ci sia più tempo da perdere, ma che sia giunta l’ora da parte dei sindaci interessati di fare scelte consapevoli e di visione futura che non possono più essere rimandate”.

Cinzia Cerroni