Anagni – Sanità, l’allarme dello Snami

La chiusura del Pronto soccorso di Anagni, che dava assistenza a migliaia di persone residenti nell’area Nord della provincia di Frosinone, è condannata duramente dallo Snami, il sindacato dei medici italiani. “Lo SNAMI – si legge nella nota sindacale – nel dispiacere per il luttuoso evento del 19.07.18 avvenuto presso il Pat di Anagni, deve purtroppo ricordare che appena il giorno prima aveva pubblicato un comunicato in cui rappresentava i dubbi in merito alla soppressione del Punto di Primo Intervento di Anagni e la sua surroga con un Pat, su cui soprassediamo ogni commento, in quanto in questi giorni, purtroppo, si è fatta commentare, e non ci sembra con elogi, pressoché da tutti, cittadini, sindaci, associazioni e comitati.

Dubbi che, semplicemente seguendo la logica e il buon senso, culminavano nella chiusura del nostro comunicato del 18.07.18, il quale terminava temendo “l’innesco di imprudenze di cui sono imponderabili le conseguenze”. Non ci sembra il caso di aggiungere altro, ognuno rifletta. Per lo SNAMI è doveroso ribadire che ad Anagni deve essere come minimo ripristinato celermente lo status quo ante, cioè la eliminazione del Pat ed il ripristino del Punto di Primo Intervento. Posizione che lo SNAMI, ha assunto non oggi, bensì sin dall’ottobre 2017, con atti e comunicati pubblici, compreso il documento di quasi tutti i medici di famiglia di Anagni del 21.10.17 con il quale rigettavano l’idea di chiusura del PPI e la sostituzione con un Pat. Ma ora bisogna andare avanti, e attivare ogni procedura idonea a raggiungere il fine della tutela congrua e pratica degli oltre 80.000 cittadini del nord della provincia. Vanno bene le manifestazioni, i comunicati delle autorità amministrative locali, dei comitati, le voci dei cittadini unite sui social. Ma va pensato, considerata la sordità delle amministrazioni interessate, anche lo strumento giurisdizionale, ovvero il ricorso al TAR contro la delibera del 25.06.18 della Asl di Frosinone. Il neo eletto Sindaco di Anagni, data la sua encomiabile attività, a capo del coordinamento dei sindaci del nord,  voglia prendere in esame questi nostri suggerimenti, per il bene della popolazione e per vagliare, oltre tutte le altre, anche la via del ricorso al TAR, che, purtroppo, ci pare abbia ben validi presupposti anche ai fini dell’istanza della misura cautelare di sospensiva della delibera con cui si è chiuso il Punto di Primo soccorso”.

Cinzia Cerroni