Un polo farmaceutico di Roma-Frosinone-Latina, la proposta di Magliocchetti (FI)

La mappa dei 600 Distretti Industriali italiani, 34 dei quali definiti sistemi locali non specializzati,  pubblicata oggi dal quotidiano economico “il Sole 24 Ore”, ovverosia la classificazione della vocazione territoriale elaborata dall’Istat, per occupazione e fatturato, rileva una situazione certamente nota nel Lazio, ma che dovrebbe indurre ad azioni, conseguenti ed ulteriori, di sviluppo.

Dall’analisi dell’infografica della nostra Regione, infatti, risulta questa situazione sui territori:  8 distretti specializzati, compreso quello di Roma con alta specializzazione e 4 non specializzati.

Si evince che osservando l’estensione territoriale, mentre Viterbo e Rieti non hanno una propria specializzazione,  dopo Roma, il distretto più grande è Latina-Pomezia- Frosinone, con quello della Petrolchimica farmaceutica. Da qui la proposta del consigliere comunale e provinciale di Forza Italia, Danilo Magliocchetti, di realizzare, su questa vasta area territoriale, che abbraccia le Province di Roma Latina e Frosinone un vero e proprio polo chimico farmaceutico.  “Sarebbe il più grande del centro Italia – commenta – e potrebbe essere costituito dalla Regione Lazio, dalle Università, dalla Città metropolitana di Roma, dalle Province di Frosinone e Latina  e, ovviamente, con il fondamentale contributo delle aziende private del settore esistenti.

Il polo di innovazione chimico farmaceutico del basso Lazio, così’ strutturato – aggiunge Magliocchetti – considerato che le maggiori imprese del settore sono tutte in quest’area,  avrebbe la duplice finalità di promuovere l’innovazione all’interno della filiera, di favorire la competitività delle aziende e, fondamentale, l’accesso ai finanziamenti, oltre a condividere piattaforme tecnologiche, creando servizi ad alto valore aggiunto, con ricadute positive, anche dal punto di vista occupazionale, sulle realtà economica produttiva del territorio. Ciò anche in considerazione delle importanti vie di collegamento, autostradali e ferroviarie, esistenti in quest’area, che consentirebbero rilevanti opportunità anche dal punto di vista della logistica”.

Cinzia Cerroni