Alatri. Omicidio Morganti, troppe le contraddizioni

A due settimane dalla morte di Emanuele Morganti, il cerchio deve ancora chiudersi attorno ai responsabili della brutale aggressione. Gli inquirenti, con un lavoro scrupoloso e certosino stanno effettuando le dovute verifiche. Per questo proprio ieri è stato fatto un  nuovo sopralluogo e rilievi del Ris dei carabinieri ad Alatri,  nella piazza dove avvenne il pestaggio del ventenne che hanno cominciato subito a lavorare nell’ambito dell’inchiesta condotta dal pool di magistrati composto dal procuratore capo Giuseppe De Falco, ieri presente sul posto, e dai pm Adolfo Coletta e Vittorio Misiti. I carabinieri, insieme ai colleghi della compagnia di Alatri, sono entrati all’interno della discoteca Mirò, locale dove è cominciato il pestaggio.
Sono state valutate pure alcune circostanze del pestaggio nella piazza, completamente delimitata per consentire i controlli dei carabinieri. In serata sono stati portati sul luogo dell’omicidio anche alcuni testimoni, simulando le stesse condizioni di luce che vi erano al momento del pestaggio e per ricostruire quanto avvenuto in quella tragica circostanza. Troppe le contraddizioni ed una verità che tarda ad arrivare. Una vicenda ancora tutta da chiarire quindi, ad iniziare dal movente.

 

 

Cinzia Cerroni
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