Controlli ambientali dei Carabinieri

Continuano incessanti i servizi attuati dal Comando Compagnia Carabinieri di Anagni al fine di contrastare, nella sfera territoriale di competenza, la commissione sia dei reati che delle violazioni in materia ambientale.

Questa mattina, ad Anagni, i militari del locale Comando Stazione Carabinieri, ha individuato due aree  (della superficie complessiva di circa 150 mq), nelle quali sono stati gettati rifiuti solidi/urbani, speciali e pericolosi, consistenti in “materiale plastico, scarti di materiale edile e rifiuti solidi urbani”.

Nella circostanza i militari operanti delimitavano l’area, attivando immediatamente le procedure previste ai sensi della normativa vigente a carico della competente amministrazione comunale per la relativa bonifica dei luoghi.

Violazioni in materia ambientale riscontrate anche da parte del Comando Compagnia Carabinieri di Cassino. Nella giornata di ieri il personale del Comando Stazione Carabinieri di Sant’Elia Fiumerapido, in collaborazione con i  Carabinieri Forestali di Cassino e Vallerotonda e del personale dell’Arpa Lazio di Frosinone, hanno denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Cassino, un 63enne poiché, in qualità di legale rappresentante di un’azienda che si occupa della lavorazione del ferro per impianti industriali e verniciatura nel settore metalmeccanico, si è reso responsabile dei reati di “emissione in atmosfera di sostanze inquinanti oltre i limiti consentiti – gestione di acque meteoriche in assenza di  dedicato sistema di depurazione nonché omessa annotazione nei registri di carico e scarico di rifiuti”.

Nel corso del controllo effettuato all’azienda sono state rilevate alcune violazioni nei codici CER assegnati ai carboni attivi esausti e riportati nei registri di carico e scarico dei rifiuti, che venivano classificati non pericolosi ed il piazzale esterno ove erano depositati materiali ferrosi e attrezzature attinenti l’attività lavorativa, era sprovvisto di una rete di raccolta e convogliamento delle acque meteoriche che risultavano disperdersi nei terreni circostanti.

L’accertamento, inoltre, ha permesso anche di rilevare la non idoneità dei “bocchetti” esistenti nei capannoni per l’emissione nell’atmosfera dei fumi prodotti a seguito della verniciatura e saldatura degli oggetti in ferro di cui l’azienda è produttrice.

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