Alatri. Omicidio Emanuele Morganti, la città si ribella alle accuse

Sono tornati più volte sul luogo del delitto gli inquirenti che indagano per fare luce sull’omicidio di Emanuele Morganti. Ricostruita nei dettagli la dinamica della maxi rissa che ha ucciso il giovane 20enne di Tecchiena. Piazza Regina Margherita è stata letteralmente vivisezionata, così come il Mirò, più volte setacciato dai carabinieri e dai magistrati.
Il vertice straordinario in Procura svolto tra magistrati e forze dell’ordine è servito per fare il punto della situazione in merito alle indagini.
Bocche cucite all’uscita da parte degli inquirenti, il procuratore De Falco ha soltanto confermato l’iscrizione sul registro degli indagati di un’ottava persona.
C’è intanto attesa per la deposizione spontanea di Franco Castagnacci che ha chiesto di essere ascoltato dai magistrati per chiarire la propria posizione.
La città chiede a gran voce giustizia e vuole scrollarsi di dosso titoli che non gli appartengono, come quello di territorio violento e omertoso, ribadendo una storia lunga fatta di cultura, studio e lavoro.
Sono otto dunque gli indagati ma non è escluso che nelle prossime ore qualche altra persona venga iscritto nei registri per essere ascoltato di nuovo.
Intanto i due fratellastri arrestati, Paolo Palmisani e Mario Castagnacci, restano nel carcere di Regina Coeli in condizione di isolamento assoluto.

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