Amaseno – Emergenza idrica, cittadini armati di taniche

di Marco Bravo

I cittadini di Amaseno continuano a prelevare l’acqua potabile dai punti fissi sistemati dal gestore lungo l’anello a ridosso del centro urbano. Continuano, perciò, i disagi legati all’approvvigionamento di acqua “buona” con le taniche, perché ancora non è stata revocata l’ordinanza del sindaco Antonio Como che vieta l’uso dell’acqua dei rubinetti a scopo potabile. Un’ordinanza ormai datata, in vigore da più di un anno, sebbene l’acqua sia comunque tornata ad essere servita attraverso la rete pubblica.  Colpa, come ha spiegato il primo cittadino nel corso dell’ultimo consiglio comunale, di fenomeni di torbidità che interesserebbero la sorgente di Fontana Grande. Eppure, stando alle analisi in autotutela del gestore Acqualatina spa, tutto starebbe a posto, la qualità dell’acqua sarebbe buona, nella norma per essere giudicata potabile. Ed allora, perché la Asl non la certifica tale? E’ la domanda che si pongono in tanti, sebbene la maggioranza dei cittadini, attività economiche comprese, sembra essersi rassegnata ad una situazione disagevole che va avanti da mesi. Da troppo tempo. Si attende, a questo punto, che si mettano in atto le soluzioni concordate la scorsa primavera tra il responsabile dell’area tecnica di Acqualatina, ing.Cima, ed il sindaco Antonio Como. Sebbene i tempi prospettati non siano stati rispettati. Infatti, entro il 30 giugno scorso, era stato garantito che si sarebbero ultimati i lavori per la realizzazione di una condotta dedicata ad Amaseno dallo snodo in prossimità delle Cascatelle (ai confini con Prossedi) fino alla centrale di Fiumicello, capace di garantire acqua potabile a sufficienza al paese. Non solo. Era stato anche detto che entro quella data si sarebbe provveduto a realizzare un campo pozzi in località Don Chei. Lavori tutti partiti, ma ancora non ultimati. Nonostante i soldi siano stati stanziati dalla Regione che si è assunta anche la responsabilità del controllo.