Anagni – Pressing sui Ministeri per la riapertura dell’ospedale

“La salute non si tocca”. A dirlo è la deputata alatrense del M5S Ilaria Fontana che nella giornata di ieri ha presentato un’interrogazione ai Ministeri competenti in merito alla chiusura dell’ospedale di Anagni.
“Il territorio della Valle del Sacco è stato inserito nell’elenco dei SIN per l’emergenza causata dall’inquinamento ambientale accertato. Numerosi studi epidemiologici, tra i quali lo studio Sentieri, sappiamo che hanno evidenziato drammatiche correlazioni tra l’inquinamento ambientale nella Valle del Sacco e la morbilità relativa a patologie tumorali e non. Nella seconda parte dello studio, nella quale vengono analizzati i tassi di mortalità nei territori inclusi nei suddetti SIN in cui sono attivi i Registri Tumori, non è menzionata l’area della Valle del Sacco in quanto il registro è presente ma non attivo nella provincia di Frosinone, nonostante la L.R.7/2015, legge voluta fortemente dal gruppo consiliare del M5S. Nel 2017 sono stati presentati i risultati del monitoraggio effettuato dal DEPLazio basato su un campione di 600 pazienti residenti nei territori limitrofi al Fiume Sacco esaminati dal 2012 al 2016, nei quali è stata accertata la presenza della molecola inquinante betaesaclorocicloesano nel sangue. Il Piano Strategico Aziendale 2014-2016 della Asl Frosinone prevede una riorganizzazione delle attività e dei servizi nonchè un centro per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica. All’interno dell’area SIN, nel territorio del comune di Anagni, insistono diverse aziende classificate a rischi di incidente rilevante dalla cosiddetta direttiva Seveso (82/501/CEE, recepita in Italia con il DPR 17 maggio 1988, n. 175 e successive modificazioni). L’area del comune di Anagni, ricadente in area SIN per la Valle del Sacco e con aziende a rischio di Incidente rilevante nel suo territorio, era dotata di un presidio ospedaliero con relativo Pronto Soccorso chiuso nel 2012 con un bacino di utenza di circa 80.000 persone.
Il DL 105/2015 individua i piani di emergenza esterna (PEE) in caso di incidente rilevante che devono essere portati a conoscenza degli operatori e della popolazione attraverso i siti internet istituzionali dei Comuni e delle Prefetture.
Detti piani di emergenza esterni per tre aziende a rischi di incidente rilevante, come riportato sul sito della Prefettura di Frosinone http://www.prefettura.it/frosinone/allegati/Download:P.e.e._romana_chimici_s.p.a._comune_di_anagni-5750782.htm. , prevedono come punto di raccordo delle attività di emergenza proprio l’ospedale di Anagni ormai chiuso nel 2012. Premesso ciò ho chiesto ai Ministri competenti di verificare se esistano le condizioni per un pronto ripristino della struttura ospedaliera di Anagni, considerando il fatto che l’immobile è ancora utilizzato per attività sanitarie territoriali e quindi potrebbe tornare ad essere operativo per le finalità di cui sopra; di verificare le motivazioni per cui, nonostante le acclarate emergenze sanitarie della zona dovute all’emergenza inquinamento, le succitate indicazioni presenti nell’atto aziendale e la legge sul registro tumori nella Regione Lazio mai davvero attuata, e di verificare l’effettiva idoneità dei PEE redatti dalla Prefettura di Frosinone per le aziende a rischio di incidente rilevante, considerando il macroscopico errore nell’individuazione del presidio ospedaliero di Anagni quale punto di coordinamento dei soccorsi in caso di incidente”.

Massima attenzione su questi temi.

@anagni5stelle MoVimento 5 Stelle Lazio MoVimento 5 Stelle Camera Fernando Fioramonti – Portavoce M5S Anagni)

(Foto dal web da www.anagnia.com)

Cinzia Cerroni