Colleferro. Inceneritori, arriva la sentenza del consiglio di stato

Inceneritore Colleferro

Il Consiglio di Stato si è pronunciato sull’appello del Comune di Colleferro, che le associazioni ambientaliste hanno sottoscritto insieme ad altre realtà locali, riguardante i due inceneritori di colle Sughero. Nel riconoscere che l’appello è fondato, il Collegio ha rilevato che, nelle more del giudizio, è cessata la materia del contendere, perché l’autorizzazione integrata ambientale (AIA) nel frattempo è scaduta e la Regione ha deliberato di riconvertire i 2 impianti. Il Collegio ha quindi confermato la sentenza di primo grado al TAR Lazio, che aveva statuito l’improcedibilità del ricorso per cessata materia del contendere, e ha concluso che è venuto meno l’interesse dei ricorrenti. Si chiude qui il processo amministrativo sugli inceneritori. “Gli impianti sono fermi e spenti, dopo una lunga battaglia dei cittadini, a cui ha partecipato anche l’Amministrazione di Colleferro, ma rimangono sospese questioni molto importanti – dice Ina Camilli rappresentante CRC, aderente al Coord. Interprov. Ambiente e Salute valle del Sacco e bassa valle del Liri -. Il Comune di Colleferro non è intervenuto per ottenere dalla Regione il provvedimento amministrativo di chiusura, che il Comitato ha richiesto e continua a richiedere. Dopo due anni e un processo fino al secondo grado di giudizio, l’AIA è tuttora valida ed è questo il motivo per il quale la Regione non annulla e/o non chiude il procedimento di riesame, ancora pendente. Mancano le necessarie tutele del suolo e delle acque da parte del Comune e la Regione che, preso atto della rilevazione da parte di Arpa Lazio del superamento del cromo esavalente nella misura del triplo rispetto ai limiti di legge, si sono limitati ad onerare il gestore ad effettuare un monitoraggio mensile dei piezometri di controllo per tre mesi”.

Cinzia Cerroni