Frosinone. Atti vandalici scuola Aldo Moro, D’Emilia (pd): “La scuola un bene comune”

Un particolare della devastazione della scuola "Aldo Moro" di Frosinone

Dopo gli atti  vandalici alla scuola Aldo Moro, riportiamo la riflessione di Antonella D’Emilia, delegata Scuola Pd Lazio.

“Colpisce nella brutta storia degli atti vandalici all’Istituto Comprensivo Frosinone 1 il fatto che sia una scuola e chi la frequenta l’obiettivo di un gesto tanto vergognoso, che non trova alcuna spiegazione razionale se non il gusto di arrecare un danno alla comunità e in particolare al diritto allo studio e al percorso di crescita dei suoi studenti. Le scuole frusinati già si trovano in uno stato non sempre adeguato agli standard di sicurezza e di vivibilità a causa di problemi strutturali non risolti e con esigenze continue di manutenzione; ora mancava l’azione vandalica da parte di chi non ha chiaro il concetto che la scuola è un bene comune, che riguarda tutti, anche chi irresponsabilmente l’ha danneggiata.

Riguardo gli ignoti vandali che hanno colpito l’Istituzione Scolastica Aldo Moro di Frosinone, ferendo profondamente l’intera comunità cittadina tutti noi vorremmo capire il motivo della loro rabbia distruttiva, della loro voglia di apparire in modo così negativo…Disagio sociale? Bravate giovanili? Raid per imitazione di modelli violenti? Quel che è certo è che questi individui non riusciranno a nascondere a loro stessi a lungo la realtà di aver compiuto un gesto vile e incivile; non potranno evitare per sempre di pensare che chi passa il sabato sera penetrando illegalmente in una scuola alla ricerca di una finestra da distruggere, di una lavagna da abbattere, o di un water da divellere è solo un povero sfigato, un mediocre senza coraggio, con una vita da perdente.

Di fronte a tutto questo dà speranza però la solidale e significativa risposta della città, la voglia forte di non subire passivamente atti di violenza, le manifestazioni di sensibilità, di aiuto, di solidarietà e di vicinanza che costituiscono un esempio concreto di cittadinanza attiva da parte delle altre realtà scolastiche, della comunità studentesca e docente di Frosinone, delle famiglie tutte.

La riflessione finale è su chi ha offeso la reputazione di una Scuola, invece di sostenerla nel momento della sua massima fragilità’

Cinzia Cerroni
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