Piglio. Il centro di trasferenza per rifiuti verrà chiuso

Verrà chiuso il centro di trasferenza per rifiuti solidi urbani di Piglio, gestito dalla società verolana al centro dell’inchiesta della DDA di Roma, che ha portato all’arresto da parte dei Carabinieri Forestali di Frosinone di tre persone. E’ questo il primo risvolto dell’operazione “Malaffare 2”.

LE ANOMALIE RISCONTRATE

La società di rifiuti, secondo le accuse, operava in  totale difformità rispetto a quanto autorizzato. Due i sopralluoghi operati dai forestali, insieme all’Arpa Lazio a Piglio. I rifiuti, da quanto emerso nelle indagini, non erano tracciati; erano conferiti in quantità superiore a quella autorizzata; venivano miscelati  e   trasferiti così alla Saf. E’ stata violata la normativa in materia di emissioni e non venivano rispettate le prescrizioni a tutela dell’ambiente. Ecco perchè si avvertivano odori nauseabondi.  I camion che entravano nel centro, scaricavano lasciando cadere anche il percolato. Inoltre, in alcune isole ecologiche gestite dalla ditta in alcuni comuni, sono stati trovati medicinali.

LA RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI VERRA’ EFFETTUATA, NESSUNO STOP

Per evitare disagi nella raccolta e smaltimento urbano dei rifiuti urbani al centro dell’inchiesta, la società di Veroli è stata affidata ad un amministratore giudiziario nominato dal gip di Roma che ne curerà l’ordinaria amministrazione, consentendo il continuo dell’attività nel rispetto della normativa ambientale, anche per evitare un corto circuito nella raccolta dei rifiuti nei sette comuni coinvolti: Piglio, Sgurgola, Collepardo, Filettino, Fumone, Cave, e Roiate, questi due peraltro in provincia di Roma. Il centro di trasferenza di Piglio, come detto, verrà chiuso.

Cinzia Cerroni