Pontinia. Sversamenti, comitato Mazzocchio: ” Siamo la nuova terra dei fuochi”

“Pensavamo di dover fronteggiare solo un impianto che, nonostante diffide e raccomandazioni, continua a puzzare. Ma ci sbagliavamo e ora abbiamo davvero paura”. Sono parole accorate e intrise di timore quelle rivolte alla stampa dai residenti riuniti nel comitato Mazzocchio che da anni chiedono il rispetto delle regole da parte dell’impianto di compostaggio Sep che continua a produrre miasmi senza che le istituzioni siano però intervenute in modo fattivo.

“Ma qui la situazione si fa ancor più grave. Altri concittadini, riuniti nel comitato “Pontinia città di tutti” hanno fotografato camion intenti a  disperdere materiale simile a terriccio su alcuni terreni della zona attorno a Mazzocchio. Il problema è che avvicinandosi, si percepisce subito come si tratti di tutto fuorché di terriccio. All’interno ci sono pezzi di plastica, resti di legname e anche quelli che sembrano scarti di lavori edile, malamente tritati. Di che cosa si tratta? Vorremmo che qualcuno venga a controllare e ce lo dica anche perché noi stessi abbiamo avuto modo di verificare come questi sversamenti non siano terminati”.

Due le ipotesi possibili: visti anche gli accordi tra alcuni dei proprietari dei terreni coinvolti e la società Sep è possibile in primo luogo che quello disperso suicampi sia il prodotto finito dell’impianto di Mazzocchio. Il compost industriale infatti, che per sua natura non riesce anche se lavorato a regola d’arte a purificarsi di scarti plasitici e ferrosi, non trova a oggi spazio sul mercato con le aziende che sono costrette a liberarsi di un materiale che solo sulla carta non viene considerato rifiuto.   “A questo punto però avremmo ragione noi e cioè che Sep non è in grado di produrre compost che per sua natura dovrebbe essere una sorta di torba, di terriccio fine. Questo vorrebbe dire che lo stabilimento non è in grado di sopportare l’aumento dei conferimenti autorizzati, in fretta e furia, dalla Regione lo scorso mese di luglio e quindi deve chiudere o diminuire i rifiuti organici in entrata, senza prenderci in giro con diffide oppure con audizioni in commissioni regionali che non servono a nulla”.

Ma c’è un’altra ipotesi, inquietante. “Alcuni residenti ci hanno raccontato di camion in arrivo sui terreni di notte. Al mattino non c’erano più cumuli di simil terriccio ma il terreno era completamente annerito dalla nuova sostanza ben appiattita e già mischiata col terreno. A sversare sarebbero poi stati camion le cui targhe, controllando sui database Aci, risultano intestate ad autovetture. Insomma qui c’è il rischio che Mazzocchio e Pontinia stiano diventando la nuova terra dei fuochi e che noi, quindi, siamo già morti che camminano. Chiediamo immediatamente che le istituzioni si attivino e controllino. I terreni si trovano tra la Migliara 48 e 49 e le foto dimostrano che non diciamo il falso. Vorremmo anche che i giornalisti vengano con i propri occhi a controllare, si concentri l’attenzione su quanto sta accadendo e qualcuno ci rassicuri. Si analizzi quel materiale, magari prima che venga mischiato col terreno sottostante e ci si dica di cosa si tratta, perché tutto quello che sta accadendo non ha senso”.

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