Roma. Cocaina a Tor Bella Monaca, smantellata la banda

Un’organizzazione criminale solida e ben radicata che faceva scorrere fiumi di cocaina all’ombra delle Torri e che, dopo il colpo letale del giugno 2016, quando i Carabinieri avevano arrestato 33 persone, stava tentando di rigenerasi e di risollevare la testa. Tentativo stroncato sul nascere dagli stessi militari di quella Tor Bella Monaca dove, soprattutto davanti alle palazzine popolari di Via San Biagio Platani, il sodalizio aveva stabilito la sua base operativa e logistica. 20 le persone arrestate, tra cui una donna, nella nuova operazione coordinata dalla DDA capitolina “Torri Gemelle 2”, che trae origine dalla precedente di due anni fa, quando i Carabinieri avevano smantellato un sodalizio dedito allo spaccio di cocaina e hashish con un volume d’affari elevatissimo. Arresti che avevano fortemente ridimensionato l’organizzazione criminale con l’arresto dei vertici e degli esponenti più importanti. Ma l’attività degli inquirenti non si è fermata allora, e ha continuato a monitorare la “piazza” di Tor Bella Monaca accertando l’estrema duttilità dell’associazione, in grado di fronteggiare anche lo stato di detenzione dei suoi vertici, come dimostrano gli oltre 40 arresti in flagranza con il sequestro di migliaia di dosi di cocaina. Le indagini hanno permesso di seguire l’evoluzione dell’organigramma criminale, di identificare i nuovi sodali e di accertare come i soggetti che nella precedente inchiesta avevano un ruolo marginale, avessero ora raccolto l’eredità dei vertici arrestati nel 2016 per garantire la continuità dell’attività di spaccio, come anche il mantenimento dei sodali in carcere e delle loro famiglie. Una banda violenta, come ricostruito grazie alle dichiarazioni rese da uno dei pusher già arrestati, pronta a reprimere con violenza e con aggressioni di gruppo qualunque disobbedienza o errore, e che aveva ridotto in completa sudditanza i consociati. Fondamentale anche la testimonianza di un collaboratore di giustizia, prima ai vertici dell’associazione che, per la prima volta, ha permesso di conoscere le dinamiche dei gruppi criminali dall’interno.R