Roma. Il Mondo di Mezzo “È mafia”

Il Mondo di mezzo è mafia. Quella zona “grigia” di malaffare, corruzione e politica, ha le caratteristiche del contesto mafioso. Lo hanno stabilito i giudici della III corte d’Appello di Roma che hanno rovesciato quanto sancito in primo grado, nel luglio del 2017, quando cadde il profilo penale sancito dall’articolo 416 bis. La corte ha ora riconosciuto per 18 persone, a vario titolo, l’associazione mafiosa, l’aggravante dell’articolo 7 del codice penale e il concorso esterno. Per la maggior parte degli imputati ridotti gli anni di condanna. In particolare, per Buzzi la pena è scesa a 18 anni e 4 mesi rispetto ai 19 anni di primo grado, mentre per l’ex Nar gli anni inflitti sono 14 e sei mesi rispetto ai 20 anni del primo grado. Ridotta da 10 anni a 8 anni e 7 mesi la pena per Franco Panzironi, ex braccio destro del sindaco di Roma Gianni Alemanno ed ex amministratore delegato di Ama, così come per l’ex consigliere comunale Luca Gramazio, da 11 anni a 8 anni e 8 mesi. In tutto condanne per oltre 184 anni di carcere. “L’insussistenza dell’accusa mafiosa mi sembrava inattaccabile: mi sbagliavo – ha detto l’avvocato Giosuè Naso, difensore di Carminati – O io non capisco più nulla di diritto, ci può stare, oppure è successo qualcosa di stravagante che ha influito sulla sentenza”. Il difensore di Buzzi, Alessandro Diddi, parla di un “fatto grave”.  “Credo che per molti cittadini da oggi sia molto pericoloso vivere in Italia: è una bruttissima pagina per la giustizia del nostro Paese”, ha concluso il penalista. “Oggi – ha detto il Procuratore di Roma Pignatone – posso e devo dirlo. Avevamo ragione”. “Quello che contraddistingue il gruppo di Buzzi e Carminati – ha spiegato – non è “il controllo del territorio, ma il controllo di un ambiente sociale, di alcuni settori dell’imprenditoria o della pubblica amministrazione, in questo caso alcuni Dipartimenti del Comune di Roma; che si è verificato non solo attraverso la corruzione praticata da Buzzi, ma con la ‘riserva di violenza’ garantita da un personaggio dello spessore criminale di Carminati e dall’aggregazione di soggetti particolari”.

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