Roma. Nuovo stadio della Roma, nove arresti per corruzione

Un terremoto scuote le fondamenta ancora da gettare del nuovo stadio della Roma. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato 9 persone, 6 in carcere e 3 ai domiciliari, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione nell’ambito delle procedure per  realizzazione della nuova struttura di Tor di Valle. Tra gli arrestati ci sono il costruttore Luca Parnasi e 5 suoi collaboratori, finiti in carcere, e poi il presidente di Acea Luca Lanzalone, il vicepresidente del Consiglio Regionale Adriano Palozzi (FI) e l’ex assessore regionale e attuale consigliere del PD Michele Civitaai domiciliari. Tra gli indagati, anche il capogruppo 5 Stelle in Campidoglio Paolo Ferrara che nel 2017 aveva seguito con Lanzalone la trattativa che portò alla modifica del primo progetto. L’inchiesta riguarda il progetto modificato e approdato poi in conferenza dei servizi con l’abbattimento delle cubature rispetto al progetto originario. Lanzalone tra il gennaio e il febbraio del 2017 fu consulente per il Campidoglio e si occupò di una mediazione con la società di Parnasi che acquistò i terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, che dovrebbe ospitare lo stadio, dalla società Sais. La mediazione portò appunto ad un taglio delle cubature: furono soppresse le due torri ma anche le infrastrutture a servizio come il prolungamento della Metro B e il ponte sul Tevere. Per la Regione si occupò del progetto Michele Civita, allora assessore all’urbanistica. L’inchiesta ora potrebbe portare allo stop dell’intero progetto modificato. Proprio ieri era scaduto il termine per presentare le osservazioni e si era fissata la scadenza per le controdeduzioni  entro 30 giorni. A metà luglio era prevista la delibera con il progetto variato da inviare alla Regione Lazio per l’ok definitivo. La sindaca Virginia Raggi ieri aveva twittato: “Lo stadio di avvicina”, oggi la frenata: “Se è tutto regolare, spero che il progetto andrà avanti. Chi ha sbagliato pagherà, noi stiamo dalla parte della legalità”.