Terracina: caporalato in azienda agricola. Arrestato Massimiliano Cimaroli

Fenomeno caporalato a Terracina. Il 41enne Massimiliano Cimaroli, imprenditore agricolo, titolare di una ditta individuale che si trova a Gavotti nella periferia della città, è stato arrestato dagli Agenti del Commissariato di Polizia di Terracina per sfruttamento del lavoro avendo impiegato manodopera in condizioni degradanti. Inoltre, due indiani di 28 e 58 anni in possesso di cittadinanza italiana sono stati denunciati per aver agito in concorso con lo stesso Cimaroli, sorvegliando e controllando le persone sfruttate. L’operazione è stata portata termine in maniera brillante dopo giorni di appostamenti nel corso dei quali è stata circondata l’area in questione e grazie ad alcuni agenti travestiti da braccianti agricoli. E’ stata in quella circostanza che gli agenti hanno notato cinque braccianti agricoli di nazionalità indiana sprovvisti del permesso di soggiorno, intenti al lavoro in campi di coltivazioni di zucchine senza misure di sicurezza, scalzi, doloranti e feriti sulla terra cocente. Dalla documentazione acquisita – come riferiscono gli inquirenti – è risultato come i braccianti agricoli lavorassero anche 12 ore al giorno per tutta la settimana, senza usufruire di riposo con una paga di 4 euro l’ora, ovviamente, secondo le indagini, in contanti e a nero. Unica eccezione un bracciante con contratto di lavoro che percepiva in busta paga meno di un terzo di quanto effettivamente avesse lavorato. All’interno dellì’Azienda – secondo le accuse – mancavano i dispositivi a tutela della normativa di sicurezza e dell’igiene. I braccianti agricoli erano costretti a mangiare un fugace pasto all’interno di una stalla dove erano accatastati agenti chimici e fitosanitari. Insomma, una situazione disumana.