Fca. Sos dei sindacati:”Non si arriva a fine mese”. Buschini pronto a convocare l’azienda

Un territorio in agitazione, la viva preoccupazione dei sindacati, cittadini che bussano alle porte dei municipi per dire di non essere più in grado di pagare i tributi: è il quadro della crisi dello stabilimento Fca di Cassino, così come è emerso questo pomeriggio nel corso di un tavolo in Consiglio regionale del Lazio convocato dal presidente Mauro Buschini (Pd). Il quale, a quanto si è appreso, si sarebbe detto pronto, qualora il Mise non rispondesse alla richiesta di un incontro, a convocare in prima persona l’azienda.   “E’ un anno che si lavora dieci giorni al mese – avrebbe detto Enzo Valente dell’Ugl – il nuovo modello non farà crescere l’occupazione, e ci sono lavoratori che non arrivano a fine mese”. “Non ho mai visto una crisi sociale di questo tipo – avrebbe confermato il sindaco di Villa Santa Lucia Antonio Iannarelli – la gente non può più pagare i tributi comunali”.

Gioacchino Ferdinandi, sindaco di Piedimonte San Germano, avrebbe anche incontrato il direttore dello stabilimento: l’ibrido, se arriverà, “arriverà tra 18 mesi” è l’informazione che avrebbe riportato al tavolo. Il clima, in ogni caso, è quello dell’unità: Pasquale Ciacciarelli, consigliere regionale FI, avrebbe dato atto alla Regione dell’impegno, sottolineando come non sarebbe il momento di dividersi per schieramenti. In generale dal tavolo sarebbe emerso un giudizio negativo sull’ecotassa, non tanto nel merito ma nella tempistica: si agevola la conversione all’ibrido, ma Fca sarebbe in ritardo su questa tecnologia e dunque, paradossalmente, si aiuterebbe la concorrenza. Paolo Giangrande, segretario generale della Uilm di Frosinone, avrebbe quantificato solo per Cassino ben 1500 lavoratori persi, mentre Donato Gatti, segretario generale della Fiom di Frosinone e Latina si sarebbe soffermato sul destino “dei lavoratori giovani con il contratto interinale”. “Il disagio – avrebbe concluso il sindaco di Cassino Enzo Salera -crea una crisi preoccupante. Abbiamo chiesto un tavolo al ministro Di Maio, ma senza ottenere risposta. La gente bussa alle nostre porte, anche perchè per l’indotto non ci sono ammortizzatori sociali”.

Cinzia Cerroni