Frosinone. Reddito di cittadinanza, il ruolo dei comuni sarà fondamentale

I beneficiari del reddito di cittadinanza hanno l’obbligo di sottoscrivere il patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego, per consentire un concreto inserimento nel mercato del lavoro e il patto dell’inclusione sociale con i comuni.
In entrambi i casi i beneficiari dovranno partecipare obbligatoriamente a progetti di pubblica utilità predisposti dai comuni con una prestazione che va da un minimo di otto re settimanali ad un massimo di 16 ore. In particolare la normativa fa riferimento ad attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale e di decoro urbano.
“In attesa del decreto di attuazione, che nelle prossime settimane sarà licenziato dal Ministero del Lavoro – dichiara Piero Maceroni, presidente comitato provinciale Inps – che definisca le linee guida sulle prestazioni che i beneficiari della misura dovranno rendere, auspichiamo che gli enti locali predispongano fin d’ora l’acquisto dei beni strumentali per lo svolgimento delle attività, i programmi di formazione per trovarsi preparati dinanzi a questa utile opportunità.
In considerazione, della platea interessata circa 6.725 persone a livello provinciale esclusi i soggetti svantaggiati e la massiccia concentrazione dei beneficiari nei comuni sarà una vera e propria sfida per gli enti locali del nostro territorio.
Per  dare la dimensione del fenomeno portiamo alcuni esempi:
il comune di Frosinone avrebbe a disposizione 771 persone da impiegare per un minimo di 8 ore alla settimana pari a 154 lavoratori giornalieri per svolgere tutte le attività utili alla collettività locale. Ancora il comune di Cassino avrebbe a disposizione 112 lavoratori al giorno, Sora 80 e cosi via ( alleghiamo tabella esplicativa).
Pertanto i comuni fin da oggi dovrebbero pianificare le modalità logistiche ed organizzative con l’utilizzo ottimale delle risorse umane che avranno a disposizione incidendo efficacemente sulle condizioni di vivibilità delle città. Realizzare vere e proprie azioni di welfare aiutare i più deboli, contrastare l’emarginazione, intervenire nelle periferie degradate affermare la logica del noi a quella dell’io consentendo una piena e vera inclusione sociale.
Tutti dovremmo essere impegnati a migliorare le condizioni di vita delle comunità locali  – conclude Maceroni – per umanizzare e ridare dignità e umanità che con la crisi economica si sta dissolvendo. Abbiamo una grande occasione, non la sprechiamo”.

Cinzia Cerroni