Frosinone: L’acqua piovana nella storia della provincia, una mostra dell’Archivio di Stato

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017, domani 23 e domenica 24 settembre, l’Archivio di Stato di Frosinone illustrerà il ruolo vitale e propulsore dell’acqua piovana nella vita della provincia ciociara. Il territorio ciociaro favorito dalla posizione geografica, alle falde occidentali dell’Appennino, esposto ai venti umidi marini, ha sempre avuto precipitazioni abbondanti con la formazione di numerosi fiumi che, soprattutto dalla seconda metà dell’800, hanno consentito un importante sviluppo dell’economia locale con l’impianto di opifici cartari generando una grande ricchezza economica per i paesi che le ospitavano, come Guarcino, Sora e Isola Liri.

Numerose le richieste di derivazioni di acque presentate dai proprietari degli opifici industriali, dei mulini, per alimentare le macchine e per la produzione di energia necessaria per le varie attività, o per scopi irrigui, lungo i fiumi Liri, Fibreno, Cosa, Melfa, Amaseno. Così pure numerose sono le planimetrie degli opifici industriali, soprattutto per la fabbricazione di carta. L’Archivio custodisce dettagliate rilevazioni, giornaliere e per decade, delle precipitazioni piovose di ogni mese di ogni anno, per il decennio che va dal 1893 al 1902, registrate dall’Osservatorio Meteorologico di Montecassino.
In un periodo di eccezionale siccità come quello che stiamo attraversando, è interessante riscoprire come le popolazioni si rivolgessero alla fede per invocare la pioggia, come è successo a Ceccano nel 1779, quando venne portata in processione la statua della Madonna di Santa Maria a Fiume, che poco dopo l’evento esaudì il desiderio popolare.