Caldo e siccità persistono, la Coldiretti chiede ai Consorzi di bonifica di garantire le irrigazioni

Garantire, almeno fino alla fine di ottobre, il servizio di irrigazione. È la pressante richiesta della Coldiretti ai Consorzi di bonifica del Basso Lazio. Infatti, i produttori che coltivano i terreni nella Pianura pontina come nel Frusinate, rivivono anche in questi giorni il dramma della scorsa estate, in assoluto una delle più siccitose degli ultimi decenni.

Il comparto agricolo pertanto è di nuovo in allarme. Gli agricoltori non riescono a innaffiare con la necessaria regolarità le coltivazioni appena avviate e per le quali hanno affrontato spese ingenti. In particolare, sono a rischio le colture avviate nelle ultime settimane. Nelle due province del Lazio meridionale sono migliaia gli ettari seminati a verdure e ortaggi destinati alla vendita, ma anche a sorgo, erba medica e altri tipi di foraggio che, dopo la raccolta, dovranno essere immagazzinati come scorta per alimentare il bestiame il prossimo inverno.

Gli effetti devastanti della siccità a Latina e Frosinone, come nel resto del Lazio, non sono ancora finiti, a causa della inattesa impennata delle temperature che, stando alle previsioni più aggiornate, dovrebbe protrarsi fino alla metà della settimana. La Coldiretti sollecita i Consorzi di bonifica a prodigarsi con urgenza per predisporre ogni misura utile a garantire alle aziende agricole le risorse idriche necessarie per la salvaguardia dei raccolti, in particolare ortofrutticoli, considerato che il caldo di questi giorni favorisce ancora una domanda altissima di prodotti freschi, tanto che non segnano battute di arresto i consumi di frutta tipicamente estiva.

“Le semine sono state effettuate – spiega la Cpldiretti di Frosinone, proprio perché, per consuetudine fino ad ottobre l’irrigazione viene normalmente assicurata e ancor più in presenza di ondate di caldo persistente come quella attuale. Dalla riuscita delle nuove colture dipende il grosso dei redditi che le aziende del Lazio meridionale contano di ricavare – conclude l’associazione di categoria – sia per recuperare le spese sostenute per le semine, sia per affrontare in serenità gli investimenti programmati per la produzione invernale”.