Cassino: Organico carente e problemi strutturali del carcere, la Polizia penitenziaria dichiara l’astensione dalla mensa

Le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del Corpo di Polizia penitenziaria a Cassino, dopo la dichiarazione dello stato di agitazione indetto lo scorso 25 febbraio, hanno tenuto oggi un’assemblea nella sala conferenze della Casa circondariale.

Si è discusso delle attuali criticità e problemi che caratterizzano l’Istituto penitenziario ancora non risolti, e che anzi si sono aggravati. Gli agenti penitenziari del carcere di Cassino, a causa dell’organico insufficiente con circa 50 unità determinata dal mancato turn-over del personale posto in quiescenza negli anni passati e mai aumentato, “sono costretti a ricoprire più posti di servizio contemporaneamente – scrivono i sindacati in una nota – Sistematicamente avviene il mancato rispetto dei diritti soggettivi e dei più elementari diritti dei lavoratori. Il personale è costretto ogni giorno a svolgere turni di servizio massacranti non inferiori alle 8 ore ed è obbligato a ricorrere a prestazioni di lavoro straordinario”.

Ma non basta. Le organizzazioni di categoria denunciano “ferie negate o dimezzate, riposi negati o posticipati per esigenze di servizio, condizioni di lavoro penalizzanti spesso in ambienti insalubri e insicuri, aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità a fronte di stipendi sempre più bassi per gli emolumenti non pagati. ​E’ noto che il deficit qualitativo dell’attività nell’ambito dell’Istituto penitenziario in molti casi provoca disagi operativi. Questi sono causati soprattutto dal sovraffollamento, dall’inadeguatezza edilizia della struttura carceraria e dalla crescente carenza di risorse umane. Occorrono quindi più risorse economiche, in particolare più personale perché è impensabile che oggi una sola unità possa effettuare due o più posti di servizio”.

I sindacati evidenziano che “con l’attuale pianta organica è a rischio il piano ferie, il quale deve essere garantito come stabilisce l’articolo 36 della Costituzione, che prevede il diritto del lavoratore a un periodo di congedo annuale retribuito quale diritto irrinunciabile,
​Altro problema che affligge l’Istituto di Cassino, oltre al sovraffollamento di circa 110 detenuti, sono le condizioni di precarietà e inadeguatezza in numerosi settori, passando dalla Portineria centrale che è un baluardo a tutela della sicurezza interna, al Settore colloqui, alla Rotonda, alla Sala polivalente, per finire alla Terza e Quarta Sezione detentiva. Queste ultime sono nel totale degrado, presentano ambienti malsani, insalubri con evidenti segni di muffa e umidità causate dalla vecchiaia e dalla mancanza di manutenzione. Urge pertanto una ristrutturazione completa con adeguamento e potenziamento tecnico-funzionale secondo la normativa sulla sicurezza indicata nel D.lgs. 81/08”.

Le organizzazioni di categoria proseguono polemicamente: “Oltre al danno anche la beffa.
​Visionando il cedolino stipendiale relativo al mese di marzo, ci sono gravi inadempienze a danno di tutto il personale di polizia penitenziaria. Infatti, non risultano in pagamento tutti gli emolumenti spettanti per problemi burocratico-tecnico-amministrativi. Una situazione già segnalata con carattere di priorità agli Uffici Superiori e che non ha ricevuto alcuna risposta. Se non verrà risolta in tempo utile, in quanto devono rispettare tassativamente le scadenze previste, si riproporrà anche nel mese di aprile”.

Per questa serie di motivi, i sindacati del personale penitenziario dichiarano “a partire da lunedì prossimo 11 marzo, l’astensione dalla mensa obbligatoria di servizio nella Casa Circondariale di Cassino, riservandosi la facoltà di intraprendere ulteriori forme di protesta”. ​