Piedimonte San Germano. Dati incoraggianti per lo stabilimento Fca

Con la partenza nel mese di marzo delle produzioni dell’Alfa Romeo Giulia a Piedimonte San Germano, si è materialmente concretizzato lo sviluppo dei modelli Alfa Romeo negli stabilimenti Italiani, che vedrà sviluppare ulteriori sei modelli che affiancheranno la nuova Giulia e il prossimo Crossover confermato per fine anno. Sui volumi iniziano a riscontrarsi i primi effetti positivi. Tra Giulia e Giulietta la produzione al 30 giugno si attestava alle 33.408 unità a fine settembre la produzione complessiva è stata di 51.425. I dati sono stati resi noti dalla Fim-Cisl. Nello specifico per Cassino si sta prospettando una continua salita produttiva, oggi siamo a circa 212 prodotte al giorno su un turno di lavoro (a giugno erano 160 al giorno), e con il lancio del primo Crossover Alfa Romeo e la conseguente produzione dal mese di gennaio 2017 si andrà ad esaurimento dell’utilizzo del Contratto di Solidarietà che attualmente ha coinvolto mediamente circa 700 persone per 130 giornate. Anche i volumi di Giulietta sono in forte crescita, nei primi nove mesi dell’anno la produzione si è assestata su 37.480 unita, contro una produzione fatta sull’intero anno del 2015 e 2014 rispettivamente di 45.668 e di 39.000. Le prospettive del 2017 per Cassino, sottolinea il sindacato, sono certamente positive, è molto probabile che la crescita di volumi e occupazione consentiranno la piena occupazione degli attuali dipendenti, la possibilità di assorbimento di altri lavoratori ad esempio quelli vicini di Pomigliano e possibili nuove assunzioni nella seconda parte del 2017. Una spinta arriverà sicuramente dalla vendita sul mercato americano della nuova Giulia iniziata in questo quarto trimestre. Il terzo trimestre conferma l’andamento complessivo e la crescita dei volumi e ci porta definitivamente ad archiviare il periodo nero del 2012-2013 in cui oltre il 40% dell’occupazione era inattiva e in cassa integrazione e i volumi delle auto era al disotto delle 400.000 unità di cui l’80% in fascia bassa con bassissima redditività. La Fim-Cisl ritiene che sia importante implementare quanto prima i restanti modelli Alfa Romeo previsti nel piano per cogliere l’obiettivo della piena occupazione entro il 2018 più volta assunta dall’Amministratore Delegato Marchionne.

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