Unicoop Tirreno, il Mise accoglie la richiesta dei lavoratori per bloccare la cessione di 8 punti vendita

Oggi, grazie ai 1.500 lavoratori che in sciopero hanno manifestato con dignità e responsabilità sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma, il Mise ha accolto la richiesta di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di intimare alla Unicoop Tirreno il blocco di un Piano industriale che i sindacati definiscono “senza alcun senso logico”, oltre all’imminente cessione dei punti vendita interessati (Frosinone, Fiuggi, Colleferro, Aprilia, Pomezia 16 Pini, Pomezia via Cavour e Velletri).

Il Ministero si è reso disponibile a riconvocare le parti soltanto dopo che l’azienda avrà ufficializzato il ritiro del Piano industriale messo in campo, che comprendeva appunto la cessione dei punti vendita.

Dopo tale ufficializzazione, nel prossimo incontro ci sarà la disponibilità delle parti sociali e del Ministero stesso a discutere di un nuovo Piano che preveda efficienza produttiva, rilancio delle vendite ma con il mantenimento dei negozi sul territorio del Sud Lazio e soprattutto salvaguardia occupazionale.

“Un ringraziamento va a tutte le lavoratrici e i lavoratori che nella giornata odierna hanno scioperato e attivamente hanno partecipato alla lotta – si legge in un comunicato unitario dei sindacati di categoria – Ma anche ai sindaci dei territori del Sud del Lazio, ai parlamentari e all’assessore regionale Claudio Di Berardino presenti all’incontro che, insieme al Ministero, hanno sostenuto le posizioni di Cgil, Cisl e Uil comprendendo le ragioni della protesta e le incongruenze di una Direzione aziendale che punta soltanto a risparmiare sulla pelle dei lavoratori, sfogliando il carciofo con la chiusura o la cessione graduale di punti vendita da Sud a Nord. Il risultato raggiunto è importantissimo, ma l’obiettivo è ancora lontano, per cui la lotta unificata dei lavoratori di Unicoop Tirreno e Distribuzione Centro Sud continuerà per raggiungere il risultato finale: la Coop deve restare nel Lazio e con l’azienda i lavoratori”.

La nota sindacale si conclude con un preciso monito: “Se la Cooperativa non dovesse tenere in considerazione neppure le indicazioni del Mise e delle Istituzioni come ha fatto fino a oggi con i lavoratori, lo scontro sociale sarà durissimo e irreversibile. Per questo manterremo alta l’attenzione a partire dalle prossime ore”.

“Ho appena partecipato al tavolo di crisi presso il Ministero dello Sviluppo economico riguardante gli 8 punti vendita della Unicoop Tirreno a Frosinone, Fiuggi, Colleferro, Aprilia, Pomezia, Genzano, Velletri –  ha dichiarato in proposito la parlamentare del Movimento 5 Stelle, Enrica Segneri – La posizione del Ministero è stata chiara e precisa, non esistono ad oggi le condizioni di trasparenza e chiarezza necessari per procedere alla loro cessione, per questo motivo è stato chiesto alla Coop di rivedere la decisione e ragionare su soluzioni diverse, in raccordo con tutte le sigle sindacali. La trattativa oscura che la Unicoop sta portando avanti con imprenditori poco chiari non garantisce né i lavoratori, tantomeno il rilancio dei punti vendita. Aspettiamo a breve la risposta della Coop rispetto alla proposta del Mise di rivedere le proprie posizioni e intraprendere un percorso di confronto per risolvere insieme le difficoltà”.

“La cessione di otto punti vendita Unicoop Tirreno nel Sud del Lazio, che interessa anche la provincia di Frosinone con i negozi di Frosinone e Fiuggi accanto a Colleferro, Pomezia, Velletri, Aprilia e Genzano metterebbe a rischio 270 posti di lavoro, ai quali si aggiungerebbero gravi ripercussioni sull’intero indotto, che porterebbero a un’ulteriore perdita occupazionale”. Lo dichiara il presidente della Quinta Commissione Cultura, Spettacolo, Sport e Turismo della Regione Lazio, il consigliere di Forza Italia Pasquale Ciacciarelli.

“Non posso che esprimere preoccupazione circa la sorte dei dipendenti e delle loro famiglie – prosegue l’esponente forzista – La manifestazione dei lavoratori davanti al Mise è indice del malessere, della forte preoccupazione di uomini e donne che finora non hanno avuto garanzie circa il proprio futuro occupazionale. Auspico che il tavolo ministeriale possa portare a una soluzione positiva. Ritengo però che la Regione Lazio debba assumere una presa di posizione di assoluta contrarietà alla chiusura dei punti vendita del Lazio, per tutelare i tanti lavoratori e le loro famiglie, che vedono con la possibile cessione crollare ogni certezza circa il proprio futuro occupazionale”.