Fontana Liri: Il futuro dell’ex Propellenti resta incerto, le proposte della Uil-Pa

Arrivano alcune rassicurazioni sul futuro dell’Agenzia Industrie Difesa, ex Propellenti, di Fontana Liri ma non bastano a garantire che la produzione possa riprendere a ritmi serrati. Durante l’incontro con i sindacati, il direttore generale Giancarlo Anselmino ha annunciato l’arrivo del responsabile del servizio prevenzione e protezione e quello imminente di altre figure dirigenziali che al momento mancano. Allo studio ci sono progetti finalizzati a ottenere i finanziamenti necessari per ammodernare gli impianti di una fabbrica che serve multinazionali sul tutto il territorio e fiore all’occhiello della Ciociaria.

“Il direttore ci ha chiesto di ripartire con la produzione – riferisce Riccardo Colafrancesco della Uil-Pa – assicurando l’arrivo di nuove professionalità, ma questo potrebbe non bastare perché ci sono altri problemi da risolvere in fretta inerenti l’organico dipendente dell’azienda”. Il rappresentante sindacale entra nello specifico: “Ad oggi – sottolinea – contiamo cento unità lavorative. Trenta di queste però nel 2018 andranno in pensione e il direttore Anselmino ci ha già annunciato che, viste le leggi attuali, sarebbe difficile sostituirle essendo la fabbrica a carattere statale. In questo caso si determinerebbe una situazione insostenibile e bloccherebbe inevitabilmente la produzione costringendo le aziende clienti dell’Aid a mettere in Cassa integrazione i propri dipendenti. Si andrebbe dunque ad innescare un meccanismo che colpirebbe l’economia di tutto il territorio nazionale”.

Colafrancesco lancia quindi un appello ai rappresentanti politici locali affinché si mobilitino per salvare l’azienda di Fontana Liri: “Occorre stabilizzare al più presto il personale in somministrazione presente nello stabilimento da circa tre anni, che è già formato e pronto a lavorare prodotti particolari come quelli che riguardano la difesa. Mi appello ai nostri rappresentanti politici affinché si mobilitino per cambiare le attuali normative e consentire all’azienda di assumere personale e salvare un’industria importante per la Ciociaria e l’indotto che crea sul territorio circostante. Dipendenti e dirigenti ce la stanno mettendo tutta ma tocca alla politica ora fare la propria parte”. Infine, l’esponente della Uil-Pa avanza una proposta: “La soluzione potrebbe essere realizzare una società pubblico-privata che possa dare nuova linfa all’Aid. In proposito c’è un bando internazionale che scade il 19 settembre”.