Siccità anche in autunno, l’Anbi Lazio lancia un forte appello alla Regione

Perdurano gli effetti della siccità nel Lazio nonostante le piogge di questi giorni. Una anomalia del clima stravolto, caratterizzato da temperature elevate e precipitazioni nettamente inferiori alla media in tutti i mesi dell’anno. Il risultato è un autunno con le raccolte dei prodotti stagionali ridotte al minimo e che in qualche caso, per arrivare a maturazione, richiedono ancora oggi l’irrigazione di soccorso, con aggravi di spesa sulla bolletta energetica delle aziende agricole e un notevole dispendio economico per i Consorzi di bonifica.

“Negli ultimi 7 anni – rileva Luciana Selmi, presidente dell’Associazione Consorzi di Bonifica del Lazio – le disponibilità idriche nella nostra regione si sono dimezzate. L’emergenza, nonostante sia autunno inoltrato, è ancora attuale. E pensando già all’anno prossimo, temiamo che difficilmente arriveremo alla prossima estate con disponibilità idriche sufficienti a garantire la regolarità del servizio irriguo, vitale per le coltivazioni. Ecco perché sollecitiamo la rapida conclusione delle procedure di valutazione dei progetti presentati per accedere alle risorse finanziarie del Piano Irriguo Nazionale. Chiediamo, pertanto, alla Regione di sostenere la nostra istanza perchè gli interventi per i quali abbiamo chiesto il finanziamento, in caso di approvazione, diventerebbero subito esecutivi”.

“Grazie ai lavori di miglioramento programmati dai progettisti – aggiunge Natalino Corbo, direttore dell’Anbi Lazio – potremmo in pochi mesi elevare gli standard di funzionalità ed efficienza della rete irrigua gestita dai Consorzi di bonifica laziali. E’ necessario pertanto sviluppare attività di manutenzione sulla rete per ottenere risparmi sulla risorsa idrica, ma anche incentivare il recupero e il riciclaggio delle acque reflue. Siamo un paese piovoso, con 300 miliardi di metri cubi di acqua l’anno ma, a causa del deficit infrastrutturale, ne tratteniamo meno del 15%.”

“A fronte del mutamento strutturale del clima – conclude Luciana Selmi – dobbiamo attrezzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi e ridistribuirla nei mesi siccitosi. Stiamo affrontando gli effetti di un’emergenza già costata agli agricoltori soci dei Consorzi di bonifica laziali, perdite di prodotto e di reddito per oltre 200 milioni di euro”.