Ceccano: Continua a mancare l’acqua nella zona alta, la denuncia del comitato “No Acea”

Da tempo i residenti della zona alta di Ceccano, in particolare via Magenta, piazza XXV Luglio, zona Serbatoio e centro storico stanno vivendo gravi difficoltà a causa della mancanza continua del flusso idrico. Da mesi, infatti, si va avanti con una fornitura “a singhiozzo” e soprattutto senza nessuna informazione e pianificazione da parte del gestore. Il problema della carenza idrica viene segnalato in una nota dal comitato civico “No Acea”, firmata dai responsabili Domenico Aversa e Aurora Colafrancesco.

“L’acqua viene erogata per mezz’ora, al massimo un’ora al mattino verso le 5-6 e alla sera intorno alle 22 – si legge nel documento – E’ diventato quasi impossibile per i residenti far funzionare regolarmente lavatrici, lavastoviglie,effettuare un accurata igiene personale e le pulizie della casa. Inoltre, con l’arrivo dell’inverno i problemi sono diventati più gravi. E’ intollerabile continuare ad alzarsi tutte le mattine all’alba per fare rifornimento di acqua o per qualche lavaggio con la lavatrice o addirittura per svolgere le normali attività domestiche. In tanti hanno dovuto ricorrere all’approvvigionamento da serbatoi, taniche e bottiglie. Ma oltre al danno, c’è anche la beffa! Infatti – spiega il Comitato No Acea – quando arriva quel poco di acqua risulta completamente sporca e quindi quasi inservibile. Ma non basta, essendo le tubature piene di aria si ha il risultato che i cittadini consumano e pagano l’aria invece dell’acqua. Di pari passo, abbiamo un gestore che continua a inviare bollette da capogiro con un servizio per i cittadini completamente inesistente”.

Ma non basta, Il sodalizio civico segnala anche un altro inconveniente. “In questi giorni – prosegue il documento – a causa della bassa pressione dell’acqua o per la sua totale mancanza è successo che più di qualche famiglia si è trovata con la caldaia del riscaldamento in blocco. Quindi molti cittadini oltre che senza acqua si trovano anche senza riscaldamento, costretti dalle basse temperature ad acquistare termoconvettori elettrici, con conseguente aggravio di spese per il consumo di energia”.

Il comitato conclude con un appello: “Vogliamo che l’acqua torni in mani pubbliche, e soprattutto vogliamo che un bene essenziale per la vita delle persone come sia a disposizione di tutti. E’ chiaro, che tutta questa vicenda non può finire in una bolla di sapone, attiveremo i nostri legali affinchè l’Acea-Ato 5 paghi per i continui disservizi e per tutti i danni che sta arrecando agli utenti”.