Isola Liri: Nuove tariffe dei passi carrabili, il Comitato Cittadino lancia una Class Action

Una Class Action: è questa secondo il Comitato Cittadino Intercomunale per la salvaguardia
della Salute e del Territorio di la soluzione per superare il malcontento generale della popolazione di Isola Liri in seguito alla recente delibera del Consiglio comunale sulla determinazione delle tariffe-canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, ovvero i passi carrabili.

“I passi carrabili sono strutture di accesso alla strada dalle rispettive proprietà – spiega il Comitato – I passi carrabili veri e propri, in quanto strutture che occupano in modo permanente porzione di suolo pubblico, necessitano di autorizzazione e sono soggetti al pagamento della Cosap. Di fronte ad essi  viene esposto per legge il divieto di sosta, che va in ogni caso segnalato con l’apposito cartello in cui deve essere indicata la relativa autorizzazione e la regolarità della realizzazione. La tassa sui passi carrabili varia a seconda della loro ampiezza, ovvero dello spazio che interrompe il marciapiede. In ogni caso, sia il passo carrabile canonico che quello a raso, cioè senza taglio di marciapiede, devono esporre il numero dell’autorizzazione, altrimenti sono falsi”.

Il sodalizio civico presieduto da Giampaolo Tomaselli ricorda anche che “la Corte di Cassazione, con la sentenza n° 16733/ del 27 luglio 2007, ha ribadito che i passaggi carrabili a raso non sono soggetti a tassa, mentre si paga la Cosap, vale a dire la concessione per occupazione di suolo pubblico, soltanto se l’utente chiede il divieto di sosta con obbligo di rimozione”. Dunque, proprio sulla base di queste considerazioni, il Comitato sta studiando la fattibilità di una azione legale collettiva, Class Action, affidata a un team di professionisti legali del territorio. “Infatti – conclude Tomaselli – riteniamo che sia ingiusto in questa fase preliminare fare cassa con un tassa retroattiva di 5 anni e con la beffa di vedersi addebitata la sanzione di mora che sfiora il 50% del canone dovuto”.