Arpino: “Salvare la Memoria”, grande mostra dedicata a Pasquale Rotondi e Khaled Asaad

La mostra “Salvare la Memoria, Pasquale Rotondi” è stata organizzata ad Arpino in occasione del 38esimo  Certamen Ciceronianum. L’esposizione è dedicata al direttore del sito archeologico di Palmira Khaled Asaad, trucidato dall’Isis, e all’arpinate Pasquale Rotondi.

Quella che si potrà ammirare all’interno del Palazzo Boncompagni e della Torre di Cicerone dal 12 maggio al 2 luglio prossimi con il titolo “Salvare la memoria,la bellezza, l’arte, le storie” è una mostra-evento unica e irripetibile. In questi anni, grazie al Comune di Arpino, l’associazione Ciociariaturismo, il Rotary Club di Frosinone e il Polo Museale del Lazio hanno avviato una serie di iniziative per valorizzare l’esempio e la positività della figura di Pasquale Rotondi.

Infatti, ogni anno nel Montefeltro tra Urbino, Carpegna e Sassocorvaro viene attribuito ai salvatori dell’Arte il “Premio Pasquale Rotondi”, che quest’anno compie 20 anni, grazie a Salvatore Giannella.
Ad Arpino è stata dedicata a Rotondi una lapide installata sulla facciata della sua abitazione in corso Tulliano e un largario proprio all’ingresso del paese, vicino alla casa che ha dato i natali al Cavalier d’Arpino, Giuseppe Cesari.

Rotondi, docente di Storia dell’Arte e soprintendente delle Belle Arti nelle Marche, ha salvato durante la Seconda Guerra Mondiale circa 10mila opere. Le ha sottratte al saccheggio dei nazisti, alla distruzione, ai bombardamenti, impedendo che divenissero bottino di guerra. La mostra allestita ad Arpino è stata voluta fortemente anche dalla famiglia di Pasquale Rotondi, ed è divisa in tre sezioni. Nella prima, sono esposte alcune copie degli oltre 10.000 capolavori salvati da Rotondi alla fine della guerra dalle razzie dei tedeschi, uno per tutti “La Tempesta” del Giorgione. La seconda sezione presenta opere di Pasquale Rotondi pittore, 27 quadri mai esposti in Ciociaria, di proprietà della famiglia. La terza sezione è stata realizzata dal Polo Museale della Lombardia nel 2015, in occasione di Mantova capitale della cultura Europea.

“Salvare la memoria”, dunque, è una mostra che tutti dovrebbero vedere e in moltissimi lo hanno già fatto a Mantova, Milano e Carpegna. E’ un’esposizione di denuncia ma anche di speranza, perché testimonia come nel mondo e in casa nostra donne e uomini si impegnino, in silenzio, a ricomporre ciò che i loro simili o la natura hanno violato. Non è un caso se questa importantissima mostra sia stata dedicata all’uomo che ha sacrificato la sua vita per salvare Palmira dalla furia dell’Isis.

Elena Maria Menotti, Stefano l’Occasio e Sandrina Bandera hanno concentrato in questo imperdibile percorso espositivo immagini, storie, reperti, testimonianze di eventi di casa nostra e del mondo. Per documentare, ma anche per condurre il visitatore “dentro” le vicende descritte.