Ceprano: Contratto di Fiume, venerdì l’insediamento della Segreteria tecnico-organizzativa

A Ceprano, venerdì prossimo 22 giugno, proseguirà il processo partecipativo per il recupero del bacino idrografico del Sacco e dei territori della Valle con l’insediamento della Segreteria tecnico-organizzativa formata da esperti, indicati da ciascuno dei firmatari del Contratto di Fiume, ovvero soggetti istituzionali e parti sociali.

A tale scopo sono state convocate le realtà territoriali pubbliche e private, oltre alle Amministrazioni comunali delle province di Roma e Frosinone (Anagni, Arce, Artena, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Colleferro, Falvaterra, Ferentino, Frosinone, Gavignano, Morolo, Paliano, Pastena, Patrica, Pofi, Segni, Sgurgola, Supino, Valmontone, Acuto, Carpineto Romano, Fumone, Piglio, Serrone).

Il Contratto di Fiume è il risultato di un lungo iter che porterà a pianificare gli interventi e poi ad attuare il concreto risanamento delle acque del Sacco. L’iniziativa può diventare strategica, trasformando il fiume da veicolo di sostanze inquinanti, a causa dell’incuria e delle disastrose politiche di sfruttamento industriale del territorio, a cuore pulsante di un vasto patrimonio naturale.

Pertanto con questo strumento volontario e facoltativo, che hanno scelto di darsi i soggetti istituzionali e sociali del territorio, si sta progettando il recupero di un capitale naturale inestimabile, in grado di trasformare positivamente la pessima condizione ambientale e sanitaria della Valle, soprattutto in termini di salute pubblica, come è avvenuto in altre regioni o comprensori.

Infatti, i Contratti di Fiume sono iniziative ormai codificate e avviate a livello europeo, sulle quali si concentrano interventi ed anche fondi, risorse finanziare ed investimenti. Con il Contratto di Fiume non si ci limiterà alle bonifiche e al risanamento idrogeologico, indispensabili e urgenti per lo stato del bacino del Sacco perimetrato dal 2005 come Sito di Interesse Nazionale, ma verrà creato un modello di gestione del capitale naturale capace di recuperare funzioni, attività, potenzialità e ricchezze locali.

L’altra innovazione è costituita dal fatto che al Contratto di Fiume lavoreranno con un ruolo attivo non solo gli enti pubblici competenti, ma anche comitati e associazioni, quindi direttamente i cittadini. Le scelte, i contenuti e gli interventi saranno il risultato di un percorso partecipativo strutturato e costante, di una condivisione che è parte integrante dell’intero procedimento. Anche perchè al Contratto di Fiume possono aderire, oltre ai promotori, i vari attori territoriali, in quanto una delle sue finalità è il coinvolgimento dei sostenitori nella comunità locale.

Ora però al primo passo organizzativo che si sta realizzando dovrà seguire quello economico: la Regione Lazio dovrà mettere a disposizioni dei firmatari risorse adeguate, rendendo in tal modo concreti gli sforzi fin qui compiuti dai promotori.

Nel Bilancio e nella Legge di stabilità 2018, approvati all’inizio di giugno, non risultano comunque stanziate specifiche risorse, neppure per un importo simbolico, a favore del Contratto di Fiume. Una “dimenticanza” della Regione Lazio che deve essere recuperata e reclamata dai promotori nelle prossime misure finanziarie, per non rallentare il loro lungo e impegnativo lavoro.