Regione: Nuova legge sul Diritto allo Studio, i Cinque Stelle rivendicano il loro contributo

Roberta Lombardi
“Con la nuova legge sul Diritto allo Studio la governance degli atenei viene riformata anche grazie ad alcuni valori fondanti del Movimento 5 Stelle, veicolati con i nostri emendamenti all’interno del provvedimento, quali una più ampia democrazia partecipativa, una maggiore trasparenza e capacità di controllo da parte degli studenti. Siamo soddisfatti di questo risultato frutto di un lavoro condiviso con tutte le forze politiche del Consiglio regionale sui temi concreti”.
Così i consiglieri regionali pentastellati del Lazio commentano il loro voto favorevole alla riforma del Diritto allo Studio approvata oggi in aula alla Pisana. Approvato anche un ordine del giorno a prima firma della capogruppo Cinque Stelle Roberta Lombardi, che impegna la Giunta Zingaretti a promuovere forme di agevolazione per la fruizione dei servizi di trasporto pubblico urbano ed extraurbano e per l’accesso agli asili nido per i figli degli studenti e dei cittadini in formazione.
“Lo consideriamo un promemoria per ricordare alla Giunta che c’è ancora tanto da fare in questa direzione e per garantire nello stesso tempo il diritto allo studio e alla genitorialità – ha commentato il gruppo consiliare – Fra i nostri dieci emendamenti approvati, insieme con quelli assorbiti dalla maggioranza, ci sono novità come l’introduzione del suffragio universale fra tutti gli studenti per l’elezione del loro rappresentante all’interno del Cda dell’ente per il Diritto allo Studio, originariamente scelto solo dai componenti della Consulta, ma anche la possibilità del presidente della Consulta di intervenire alle riunioni del Cda”. Infine, concludono i Cinque Stelle, “un limite ai mandati del presidente e dei membri del Cda dell’ente, rinnovabili una sola volta, e obbligo per questo di promuovere forme di tutela rivolte ai dipendenti che denunciano eventuali illeciti rilevati in ambito lavorativo, coerentemente con quanto disposto dalla legge nazionale Cinque Stelle sul Whistleblowing”.