Frosinone: Addetti alle mense per i servizi di ausiliariato, la Fp-Cgil denuncia la scelta della Asl

“Ancora una volta nella Asl di Frosinone si entra a lavorare senza selezioni pubbliche, nascondendosi dietro la giustificazione dell’emergenza. Come era già accaduto nel 2017, quando furono presi in servizio infermieri a partita Iva senza alcuna selezione pubblica”. Inizia così una dura nota di Giancarlo Cenciarelli, segretario della Fp-Cgil di Frosinone e Latina, che riassume una vicenda dai contorni quasi paradossali, denunciata dal sindacato di categoria.

“Con la necessità di dotarsi urgentemente di ulteriore personale ausiliario, da adibire ai servizi di trasporto dei pazienti e di pulizia degli ambienti – spiega Cenciarelli – la Asl di Frosinone, con delibera n° 785/2018 firmata dal Commissario straordinario Luigi Macchitella, ha incaricato una ditta che si occupa di ristorazione di assumere 50 nuovi lavoratori con chiamata diretta. Come Fp-Cgil rileviamo che appare incongruo ampliare un appalto per il servizio di ristorazione, quindi basato su maestranze formate in questo ambito specifico, per affidare loro anche il servizio di ausiliariato che richiede mansioni totalmente diverse. Non comprendiamo come la Asl – prosegue il sindacalista – pensi di risolvere i problemi strutturali di carenza del personale sanitario ricorrendo a tipologie di lavoro che non possono neppure entrare in contatto fisico con i degenti”.

Accuse pesantissime, a cui seguono ulteriori rilievi: “Ci appare poco legittimo – prosegue la nota – il fatto che la Asl possa indicare nella citata delibera che l’appaltatore debba assumere circa 50 nuove unità, ma non lasci libera l’azienda di ampliare eventualmente l’orario dei lavoratori già presenti. Più che un affidamento di Servizio la delibera 785/2018 sembra prefigurare una intermediazione di manodopera. Tutto ciò non può essere accettato passivamente da questo sindacato, che ha richiesto un incontro con la dirigenza della Asl e si riserva di trasmettere le proprie osservazioni alle autorità giudiziarie competenti”.

Il documento di Cenciarelli si chiude con una perentoria dichiarazione: “Abbiamo sempre combattuto le forme di precarietà, soprattutto nel Servizio pubblico. Non abbiamo neppure terminato di stabilizzare i precari storici della Sanità, che la Asl di Frosinone ne crea subito altri. Sarebbe ora che il denaro pubblico venisse utilizzato  per garantire occupazione stabile, invece di continuare ad assumere con modalità che potrebbero favorire interessi spartitori o clientelari. Sarebbe opportuno che la Regione Lazio, anche alla luce delle recenti sentenze che stigmatizzano gli appalti di servizi con cui si mascherano intermediazioni di manodopera, intervenisse anche per risparmiare sui futuri contenziosi”.