Emergenza maltempo, la Prefettura vuole rivedere il sistema di protezione civile

Nel mese di febbraio scorso, il territorio provinciale è stato colpito da
un’intensa ondata di maltempo, caratterizzata da forti raffiche di vento che
hanno causato notevoli danni. Non tutto è andato per il meglio, è stato
possibile registrare numerose attività improprie attivate dalle
Amministrazioni comunali, che si è voluto monitorare con attenzione, dopo
l’esperienza maturata con le piogge dello scorso novembre. Pertanto, per la
Prefettura, appare decisamente opportuno intervenire per correggere il
diffuso disinteresse in tempi normali e per limitare ansie, nervosismi, le
preoccupazioni e gli scarica barile nelle emergenze.
Nel periodo si è registrato il notevole incremento degli interventi di soccorso
richiesti al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, sia in termini di
intensità operativa sia di tipologia. In particolare, nei primi tre giorni
dell’evento, dal 23 al 25 febbraio, si è riscontrata la maggiore intensità di
interventi, pari a 182 corrispondenti al 51.12% del totale. Il picco massimo
si è avuto il 23 febbraio con 73 operazioni. Nel corso dell’emergenza si sono
notate lacune operative delle strutture di protezione civile comunale,
nonostante l’evento calamitoso da fronteggiare rientrasse nella loro
competenza.
Ciò induce ad una seria riflessione perché alle varie e tante associazioni di
protezione civile si riservi particolare attenzione sulle loro vere capacità
tecniche ed operative evitandone la proliferazione, scaturente da
motivazioni che esulano dalla professionalità e competenza delle stesse.
Inoltre, ingolfano inutilmente il sistema e sono maggiormente attente al
folklore con l’esibizione di sgargianti divise e mezzi intonsi.
In questo modo sarà possibile realizzare non solo economie di spesa, ma
soprattutto si potranno dotare di idonei mezzi solo quelle associazioni che
realmente sono in grado di intervenire efficacemente e gestire situazioni di
emergenza con perizia. Non è affatto confortante vedere uno stato delle cose
inadeguato e sprecone.
Al contempo, rimane la necessità di aggiornare, senza indugio, la
toponomastica comunale per agevolare gli interventi.

Cinzia Cerroni