Arce: Biomasse agricole e forestali per l’energia rinnovabile, la XV Comunità Montana sposa il progetto

L’Associazione Italiana Energie Agroforestali e l’Unione Nazionale Comuni Enti Montani hanno siglato un protocollo d’intesa triennale che prevede una serie di azioni congiunte per la valorizzazione delle biomasse legnose in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

La firma dell’accordo è avvenuta il 3 novembre scorso nella sede Aiel di Legnaro Padova, alla presenza del presidente dell’Uncem Marco Bussone, del presidente dell’Aiel Domenico Brugnoni e del direttore generale Marino Berton.

Interviene ora sull’accordo che vede insieme le due associazioni il presidente della XV Comunità Montana “Valle del Liri” di Arce Gianluca Quadrini, per il quale “la realizzazione di iniziative come questa in collaborazione con i Comuni montani, intese a diffondere le conoscenze sul mondo delle energie rinnovabili di origine agricola e forestale, è di particolare utilità per i vasti riflessi che queste hanno sull’economia e sull’ecosistema montano”.

Quadrini aggiunge che “il riscaldamento domestico a biomasse rappresenta una fonte storica importante e imprescindibile per le zone montane interne, in particolare per gli oltre 3.000 Comuni non metanizzati. Quindi, è indispensabile attuare iniziative che favoriscano la valorizzazione energetica delle biomasse forestali, nel pieno rispetto della gestione forestale sostenibile e responsabile, come concreta opportunità d’impresa e occupazione per il sistema produttivo e sociale di queste zone. In proposito – conclude il presidente della XV Comunità Montana – sarebbe bene coinvolgere  i cittadini attraverso iniziative in collaborazione con gli enti locali per promuovere il corretto uso di legna, pellet e cippato ai fini della tutela della qualità dell’aria. Promuovere la crescita economica delle aree montane attraverso la diffusione dei prodotti e sottoprodotti agricoli o forestali come fonte di energia rinnovabile, anche mediante la costituzione di forme associative e di aggregazioni territoriali tra soggetti della filiera agro-energetica, sarebbe un’occasdione di sviluppo per l’intero territorio”.