Cassino: Ottavo Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, ultima giornata con illustri relatori e alcune “sorprese”

Si è conclusa ieri a Cassino l’ottava edizione del Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, promosso dal Comitato Sale, Sviluppo Associazionismo Laicale, con la collaborazione della locale Università, della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e il sostegno della Banca Popolare del Cassinate, partner dell’evento dalla prima edizione.

Anche ieri, si sono tenute due sessioni. Al mattino si è parlato di “Sistema educativo: Istruzione, Formazione e Nuovi ordinamenti”, con gli interventi di due giovani dottorandi dell’Ateneo cassinate, Nausica Lucia Guglielmo, che ha parlato sul “giudizio” come negazione dell’appartenenza all’umano, e Giulio Donzelli che si è soffermato sulla verità nel processo e sul rapporto tra Diritto e Politica.

Particolarmente interessante la relazione del professor Gennaro Curcio, segretario generale dell’Istituto “Jacques Maritain” che, lodando la scelta del titolo “La Bellezza splendore della Verità: vivere la libertà vincendo il silenzio degli innocenti”, ha voluto svilupparlo in due parti. Una teorica su come raggiungere lo “splendore della verità”, aiutando a comprendere bene il significato di bellezza e verità; una più pratica su come può esserci partecipazione a questo splendore. Il presidente del Comitato Sale, Francesco Rabotti, ha suscitato un dibattito che ha concluso il confronto della mattina.

La sessione pomeridiana, trasmessa in diretta streaming sulla web-tv diocesana, ha affrontato il tema: “Popolo e Democrazia. Partecipazione e impegno dei cattolici, sociale, politico, culturale”. Per celebrare la memoria dei cento anni dell’Appello ai Liberi e Forti di don Luigi Sturzo, si è parlato della figura del fondatore del Partito Popolare, tratteggiata dal giornalista e scrittore Giuseppe Sangiorgi, che si è avvalso di spezzoni video in cui don Sturzo è stato interpretato dall’attore cassinate Antonio Lanni, un lavoro realizzato per il programma “Italiani” di Rai Cultura. Una sorpresa è stato l’arrivo a Festival del Prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, che e si è trattenuto ad ascoltare i relatori con grande interesse.

Quindi, hanno preso posto al tavolo i protagonisti della tavola rotonda moderata dal professor Luigi Di Santo, che ha dato la parola per primo al professor Leonardo Bianchi, dell’Università di Firenze, il quale ha evidenziato la necessità di ridurre le disuguaglianze per attuare i principi della Costituzione di uguaglianza nella dignità parlando di diritti, doveri e dono. Invece il professor Vincenzo Antonelli, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha auspicato non tanto un impegno dei cattolici in politica ma nelle istituzioni, perché ne siano custodi e animatori. Il professor Fabio Ciaramelli, dell’Università “Federico II” di Napoli, ha parlato della democrazia, la cui essenza è l’attenzione ai valori, il rispetto del singolo e delle minoranze, il pluralismo. Marco Zabotti, vicepresidente dell’Istituto diocesano “Beato Toniolo”, ha affermato che “il futuro è arrivato. Occorre aprire processi per il futuro ma essere capaci di dominare il presente, stare nella storia con un nuovo umanesimo cristianamente ispirato”.

Il senatore Ivo Tarolli, presidente dell’associazione nazionale “Costruire insieme”, ha esortato tutti “a mettersi insieme, dialogare, non litigare, darsi una scrollatina, tornare all’impegno della buona politica, quella che guida la società e l’economia”. Il professor Elvio Covino, presidente di “Società e Famiglia”, ha fatto osservare l’insoddisfazione generale nella società attuale e pertanto il bisogno che ciascuno sia impegnato in un’idea concreta, un valore in cui crede.

Durante queste relazioni, un’altra sorpresa. E’ arrivato al Festival anche il vescovo diocesano Gerardo Antonazzo, al quale è stato chiesto un intervento. Così, citando Sant’Agostino, monsignor Antonazzo ha ribadito che occorre un interesse intelligente, saggio, acuto e perspicace per la città. Il disimpegno politico non merita nessuna considerazione. E’ venuto il momento in cui è necessario in Italia che i cattolici si riconoscano in un programma comune e la Dottrina Sociale della Chiesa può essere la risposta più adeguata possibile. Parole che hanno suscitato entusiasmo nei presenti, che si sono ritrovati perfettamente in queste idee. Infatti, la chiusura del “Festival Dsc 2019” è avvenuta in un clima di ottimismo generale, in attesa dell’edizione 2020/21.