Cori: Un convegno su due eroine del Cinquecento per ricordare i drammi delle donne di oggi

A Cori in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne, il Centro Sociale Anziani “Argento Vivo” ha ospitato ieri l’incontro sul tema “Beatrice e Artemisia… è ancora vivo il loro mito?”, iniziativa pensata per ricordare e raccontare le tante, troppe storie, che continuano a segnare la nostra società. Lo spunto lo hanno fornito due figure storiche rappresentative della condizione femminile, come Beatrice Cenci e Artemisia Gentileschi.

Beatrice Cenci, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, fu la nobildonna romana che nel ‘500 si ribellò alle continue violenze del padre, per il cui omicidio venne pubblicamente giustiziata. L’esecuzione divenne un evento talmente importante che sconvolse molti artisti che vi assistettero. Fra questi proprio una giovanissima Artemisia Gentileschi, allora bambina. La vicenda di quest’ultima pittrice, molto apprezzata nelle corti reali europee, fu invece all’origine del primo processo per stupro di cui si abbia piena testimonianza in Italia. Fu la prima donna a portare nell’arte i soprusi sulle donne nel XVII secolo.

L’incontro, al quale sono intervenuti il sindaco Mauro De Lillis, l’assessore alle Politiche sociali Chiara Cochi e il consigliere Annamaria Tebaldi, è stato condotto da Sabrina Pistilli, delegata alle Pari Opportunità, con la partecipazione di Elisa Massotti consigliere delegato alla Partecipazione, e di Patrizia Carucci, autrice dialettale.

La forma scelta è stata quella del racconto orale, per narrare le vicende di due donne simbolo della lotta contro la violenza di genere. A seguire è stata letta una poesia sul tema scritta dal poeta sermonetano Dante Ceccarini, “‘Jó Zinàle”. Una sedia vuota con una rosa rossa, un cappello, un foulard e un paio di scarpe da donna rosse l’immagine scelta per rappresentare in sala la lotta a ogni forma di violenza sulle donne.

Nel corso della manifestazione sono state anche illustrate importanti iniziative come il Protocollo Territoriale d’Intesa “Rete di contrasto alla violenza sulle donne”, attivo nell’ambito del Distretto socio-sanitario Lt1, per il sostegno a quante subiscono maltrattamenti. Vi aderiscono i Comuni di Cori, Cisterna, Aprilia e Rocca Massima, il Comando dei carabinieri di Aprilia, il Commissariato di Polizia di Cisterna, i Comandi di Polizia municipale dei quattro Comuni, la Asl di Latina – Ppi Cisterna e Cori, l’Azienda Sanitaria Locale Distretto 1, l’Associazione Centro Donna “Lilith” di Latina e la Casa di Cura “Città di Aprilia”.

L’obiettivo del progetto è mettere a punto azioni integrate per l’accoglienza e la cura di chi è vittima di violenza con campagne di informazione e sensibilizzazione, la presenza sui territori di servizi di Pronto Intervento Sociale, l’adozione di specifiche procedure per la presa in carico in emergenza delle donne vittime di maltrattamenti o violenza sessuale anche tramite i centri anti-violenza e la loro collocazione presso strutture di accoglienza.