Ecotassa sui veicoli inquinanti, rischio cassa integrazione e licenziamenti per la Fca di Cassino

Dopo la decisione del Governo di inserire nella Legge Finanziaria un bonus per chi acquista auto ibride o elettriche e di tassare le auto inquinanti, salgono sulle barricate sindacati ei politici della provincia di Frosinone, primo fra tutti il sindaco di Piedimonte San Germano Gioacchino Ferdinandi, che sprona i colleghi della Consulta del Lazio Meridionale in difesa dei lavoratori. Infatti, con questo provvedimento si prevede un aumento a dismisura della cassa integrazione alla Fca di Cassino e nell’indotto c’è l’incubo dei licenziamenti. La finanziaria dovrebbe diventare legge dello Stato sabato 29 dicembre con l’approvazione definitiva alla Camera, dopo l’Ok ricevuto al Senato poco prima di Natale.

Il consigliere provinciale e presidente della XV Comunità Montana “Valle del Liri”, Gianluca Quadrini, sottolinea la necessità di superare ogni barriera di colore politico e di mobilitarsi per la difesa dei lavoratori Fca: “E’ un provvedimento penalizzante quello dell’ecotassa che potrebbe avere gravissime ripercussioni sull’economia del territorio. E’ indispensabile e urgente che tutti i rappresentanti politici locali e regionali uniscano le proprie forze, prima che il rischio dei licenziamenti si trasformi in drammatica realtà, mettendo da parte ogni colore politico. Si mobilitino subito per difendere una delle realtà produttive più importanti della provincia di Frosinone e d’Italia”.

Per esempio riguardo al Suv Stelvio dell’Alfa Romeo prodotto a Cassino è stato calcolato, in base alle emissioni, un balzello di circa 500 euro. L’intero gruppo Fca partirà con le vetture ibride non prima del 2020 (a Cassino si prevede la produzione in versione ibrida di un Suv Maserati e delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio) per questo il provvedimento del Governo appare dannoso per la casa automobilistica italiana, che nel 2019 verrà penalizzata da tale norma. Tanto che i vertici Fca hanno già fatto filtrare la possibilità di mantenere congelati i 5 miliardi di investimenti per Cassino, se non ci sarà una retromarcia.