Il Comitato Residenti Colleferro accusa: “Discarica di Colle Fagiolara aperta per ogni emergenza”

“I camion entrano ed escono dalla via Palianese dopo avere scaricato i rifiuti a Colle Fagiolara, nel Comune di Colleferro. La riapertura della discarica e la sua individuazione come sito di conferimento fuori Ato, l’Ambito Territoriale Ottimale è una responsabilità politica direttamente imputabile alla Regione Lazio e al Comune di Colleferro, costruita attraverso l’adozione di una serie di provvedimenti”.

Inizia così una lunga e articolata nota diffusa oggi dal Comitato Residenti Colleferro e firmata da Ina Camilli, che torna con forza sul problema dello smaltimento dei rifiuti sul territorio comunale e in particolare nel sito di Colle Fagiolara. Il documento ripercorre le recenti tappe della contrastata vicenda amministrativa: “Dallo scorso 8 ottobre – dice il Crc – i rifiuti prodotti nei Tmb (impianti industriali per il trattamento meccanico-biologico) vengono abbancati a Colle Fagiolara, smentendo clamorosamente le promesse fatte in campagna elettorale. L’ultima Determinazione regionale G 15996, del 7 dicembre scorso, in ordine di tempo ha stabilito che scarti e sovvalli derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati, conferiti dall’Ama alla Saf di Colfelice, vengono abbancati a Colleferro con l’esplicita indicazione che la discarica di Colle Fagiolara è asservita al fabbisogno dell’intero Ato di Roma, confermando quanto stabilito nel precedente provvedimento regionale (G 07509, dell’11 giugno scorso), che ha individuato Colle Fagiolara come sito per lo smaltimento degli scarti derivati dal trattamento dei rifiuti urbani di Roma e provincia”.

Il Comitato dei Residenti ricorda anche che “lo scorso anno era intervenuta l’Ordinanza del sindaco di Colleferro (la n° 192, del primo dicembre 2017) che ha stabilito lo spostamento dei tralicci situati all’interno del sito per fare spazio ai rifiuti e l’esecuzione di interventi urgenti (erano stati richiesti fin dal 2009!) per la messa in sicurezza della discarica. Questi provvedimenti erano preordinati alla riapertura del sito e sono figli della Delibera della Giunta regionale (G 11840, del 14 ottobre 2016) che ha dettato l’indirizzo politico e di programmazione in materia di rifiuti: sopraelevazione della discarica di Colle Fagiolara da 280 a 287 metri sul livello del mare; autorizzazione a Lazio Ambiente per conferire oltre 24mila tonnellate (ovvero 32mila metri cubi e circa 300 tonnellate al giorno), di scarti del Tmb della Rida Ambiente di Latina, che raccoglie i rifiuti di Roma e provincia. Regione Lazio e Comune di Colleferro, nonostante i proclami, continuano con una gestione che vede la discarica come impianto per la chiusura del ciclo, senza una attendibile politica di prevenzione, capace di salvaguardare la qualità della vita e il benessere dei residenti e di realizzare misure concrete a tutela della salute pubblica”.

A questo punto il Crc afferma polemicamente che “Colleferro è nella realtà e per grandezza la nuova Malagrotta, la prima discarica laziale. Le conseguenze ormai non sono recuperabili e nel passaggio dalla vecchia alla nuova Amministrazione comunale la situazione non è migliorata: Colle Fagiolara resta il tesoretto anche di questa Giunta. Al Comune vanno gli incassi, ai cittadini, invece, sono stati restituiti nocività, degrado e depauperamento delle risorse naturali. Residenti e lavoratori hanno chiesto il rispetto delle promesse elettorali, offerto e atteso inutilmente dal Comune di Colleferro, oltre a collaborazione e solidarietà nella difesa dei loro diritti. Tra l’altro, nessuna risposta è stata data alle recenti e frequenti segnalazioni che abbiamo inoltrato sui cattivi odori provenienti dalla discarica. Abbiamo diffidato la Regione e impugnato al Tar  del Lazio i provvedimenti regionali, mettendo in evidenza l’obbligo mai rispettato di esibire le garanzie fideiussorie a favore della discarica. Il Comune di Colleferro non intende chiedere la loro esibizione. E questo nonostante la Determinazione regionale (G 04202, del 4 aprile 2017) per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) subordini l’efficacia della stessa alla presentazione, entro 90 giorni dalla notifica, dell’aggiornamento delle garanzie per la coltivazione del bacino di discarica, scadute il 9 luglio 2016”.

Il Comitato conclude affermando che “dopo l’incendio del Tmb Salario e la paralisi della politica, incapace di trovare una soluzione al problema dei rifiuti, si tenta anche a livello governativo di individuare una strada alternativa per affrontare la situazione, compreso lo smaltimento dei maggiori quantitativi di rifiuti prodotti nel periodo natalizio. Va chiarito che fin dal luglio scorso Colle Fagiolara è stata indicata dalla Regione come discarica al servizio di Roma! Tanto che lo stesso assessore regionale all’Ambiente, Massimiliano Valeriani, ha annunciato ieri che Lazio Ambiente garantirà l’apertura domenicale della discarica di Colle Fagiolara. Oggi non servirà perché non c’è tempo per portare gli scarti, ma il 23 l’impianto sarà a disposizione, in via eccezionale. Stessa assicurazione dal Comune di Colleferro e da quello di Paliano? Oggi intanto è stato raggiunto un accordo tra la Società Lazio Ambiente, che gestisce colle Fagiolara, e la Rida Ambiente che detiene il Tmb di Aprilia, per trattare presso gli impianti di quest’ultima 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati, in aggiunta alle 100 già autorizzate. Una risposta alla nuova emergenza prevedibile con certezza e da noi anticipata più volte”.