Riaprire le “case chiuse”, disegno di legge del senatore Rufa (Lega) per regolamentare la prostituzione

Combattere la prostituzione illegale, garantire lavoratrici del settore e clienti e produrre maggiore decoro per le strade del Paese: sono gli obiettivi di un disegno di legge che mira a riaprire le famose “case chiuse” presentato dalla Lega.

Il partito di Salvini, da sempre sostenitore della riapertura delle case di appuntamento, torna a chiedere di legalizzare la prostituzione per togliere dalle strade chi svolge questa attività. Da anni, infatti, la Lega  vuole l’abolizione della Legge Merlin, quella che decretò la chiusura dei postriboli. L’ultimo disegno di legge in tal senso porta la firma del senatore verolano Gianfranco Rufa.

Vediamo nello specifico che cosa contiene la nuova proposta legislativa. Innanzitutto, dare finalmente regole serie a un “lavoro” come quello della prostituzione, eliminare lo sfruttamento delle donne e fare incassare anche soldi allo Stato grazie alla tassazione che verrebbe imposta su queste particolari prestazioni. In sintesi, quanto ha detto Rufa nel presentare la proposta di legge di cui è primo firmatario.

Infatti, con la riapertura delle “case chiuse” verrebbe vietato l’esercizio della professione nei luoghi aperti, migliorando nello stesso tempo il decoro e l’immagine delle strade. Un altro aspetto fondamentale di questa legge sarebbe la tassazione delle prostitute che oggi, di fatto, svolgono un’attività illegale con un enorme giro di affari che però non porta utili allo Stato perché non tassato.

Nella proposta si pensa anche di creare una specie di albo, ovvero un registro a garanzia del cliente ma anche delle lavoratrici e dei lavoratori stessi. La prostituzione quindi diventerebbe lecita e a norma, come qualsiasi altra professione e come avviene in molti Paesi del mondo. Una misura che avrebbe uno spiccato risvolto sociale, ma anche fiscale e sanitario perché verrebbero imposti controlli medici ogni semestre, con tutta la documentazione del caso da detenere nelle case chiuse, perché possa essere esibita in caso di ispezioni delle autorità. Come sempre, quando si pensa ad una legge che mira a regolamentare pratiche lavorative illecite, sono previste sanzioni per i trasgressori.

Nello specifico, sanzioni da 1.000 a 10.000 euro da infliggere a coloro che saranno colti in flagranza nello svolgimento dell’attività in spazi pubblici; per coloro che compiono atti tipici di questo lavoro con soggetti al di sotto dei 18 anni e per chi crea associazioni che hanno il fine di sfruttare la prostituzione.